Energia, Italia terzo produttore europeo di tecnologie per filiera rinnovabili

(Teleborsa) – L’Italia è il terzo produttore europeo di tecnologie utilizzate esclusivamente negli impianti FER (cioè impianti alimentati da Fonti di Energie Rinnovabili), dopo la Germania e la Danimarca; se si esclude l’eolico, dove più della metà della produzione è danese, l’Italia sale al secondo posto. Molto elevate sono in particolare le quote italiane di produzione dei moltiplicatori di velocità (24%) e dei dispositivi fotosensibili (22%). È quanto emerge dal rapporto “Transizione energetica: la filiera delle tecnologie delle rinnovabili in Italia” a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Lo studio ha analizzato 400 aziende italiane che producono componentistica per impianti FER, per un fatturato complessivo di 23 miliardi di euro e quasi 60 mila occupati nel 2019. Le imprese della filiera delle rinnovabili oggetto dell’analisi hanno registrato tassi di crescita del fatturato dal 2017 al 2019 molto elevati, dal 6% osservato per le grandi imprese al 13% osservato per le micro (valori mediani). Inoltre, a parità di classe dimensionale, il tasso di crescita risulta molto più elevato sia rispetto alle imprese del manifatturiero che all’insieme delle imprese nei settori ad alto contenuto ingegneristico. Bisogna però sottolineare che le imprese FER mostrano margini e redditività tendenzialmente inferiori, a fronte degli importanti investimenti immateriali che sostengono e anche dei crescenti costi delle materie prime.

L’Italia, con il 3% dell’export mondiale, è il sesto paese esportatore (dopo Cina, Germania, USA, Giappone e Hong Kong) delle tecnologie delle rinnovabili e, nonostante dipenda molto dalle importazioni in alcuni comparti, tra cui i dispositivi fotosensibili, ha un saldo commerciale complessivo sempre positivo dal 2013. In particolare, c’è una fortissima specializzazione nei moltiplicatori di velocità, di cui l’Italia è il quarto paese esportatore (dopo Germania, Giappone e Cina). Buono anche il posizionamento italiano dal punto di vista dell’attività brevettuale: nel 2018 risultavano poco meno di 1.200 brevetti italiani legati alle tecnologie FER e depositati presso l’European Patent Office. L’ambito di applicazione principale è il solare, con il 33% dei brevetti italiani nel fotovoltaico e il 22% nel termico, seguito dall’eolico (16%).

Lo studio di Intesa Sanpaolo ha anche tentato di mappare la filiera dell’idrogeno italiana. Sono state individuate, senza considerare i big player, circa 120 imprese della filiera dell’idrogeno per un totale di 7 miliardi di euro di fatturato e oltre 19 mila occupati al 2019. Si tratta di aziende di piccole o medie dimensioni (il 40% ha meno di 10 milioni di fatturato), che operano soprattutto nel manifatturiero (circa il 50%) ma anche nella ricerca e nella consulenza scientifica (29%). Oltre il 40% del campione identificato si trova nelle regioni del Nord-Est, una quota che, se paragonata a quella delle imprese del manifatturiero italiano attive nell’area (24%), sta ad indicare una forte specializzazione delle aziende di queste regioni nella filiera dell’idrogeno.

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