Energia, AIEE: nei primi cinque mesi dell’anno domanda in calo

(Teleborsa) – A maggio la domanda di energia ha registrato una variazione positiva del 3% in netto contrasto con i segnali negativi dei mesi precedenti con gli idrocarburi protagonisti della scena energetica. Lo rivela l’Associazione Italiana Economisti dell’Energia (AIEE).

L’aumento, per alcuni versi, inaspettato, è da collegare al maggior numero di giornate lavorative ma anche al clima economico che continua ad essere positivo nonostante problemi ed incertezze. Questa variazione non è in grado di modificare il quadro di cautela per l’intero anno, in quanto i fattori che spingono ad una riduzione dell’intensità energetica continuano a svolgere il loro effetto, ma segnala comunque che alcuni segmenti del mercato energetico sono in recupero. Nonostante l’incremento di maggio la domanda cumulata di energia dall’inizio dell’anno risulta infatti ancora in calo dell’1%.

L’aumento di maggio è stato determinato da variazioni positive che hanno interessato gas naturale, petrolio ed importazioni nette di elettricità mentre rinnovabili e carbone hanno registrato nuove riduzioni.

Il gas naturale, dopo i deludenti risultati dei primi quattro mesi ha registrato un aumento del 13,4% sostenuto da tutti i settori di impiego. La domanda industriale, che nel 2015 era risultata in diminuzione, è nuovamente aumentata del 4,8% confermando il recupero in atto da inizio anno che conferma la fase positiva di questo settore in linea con l’andamento della produzione. La domanda per usi termoelettrici, favorita da una nuova riduzione dell’apporto idroelettrico, è aumentata del 19,4%. Un forte balzo ha interessato infine  gli usi domestici e terziari. Da inizio anno la domanda di gas è in aumento dell’1,1%.  La domanda di petrolio è aumentata del 3,5% con il sostegno di tutti i settori di utilizzo  a partire da quello dei trasporti, dove sono aumentati gli impieghi di benzina, diesel e carboturbo. Particolarmente significativa è la crescita della domanda di prodotti utilizzati dalla petrolchimica indicativa della ripresa di molte attività industriali. 

Nel periodo gennaio-maggio l’incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato comunque  pari allo 0,9%. I combustibili solidi hanno registrato una riduzione di oltre il 10%, che si collega alle difficoltà degli impianti siderurgici ed ai minori impieghi da parte delle centrali elettriche.

Le fonti rinnovabili hanno ridotto il loro apporto nella misura del 5,4% a causa della forte flessione dell’energia idroelettrica, che ha subito una riduzione del 18,3%, mentre le altre fonti, con il peso prevalente di fotovoltaico ed eolico, hanno registrato una variazione positiva dell’1,9%.Da inizio anno il contributo idroelettrico è comunque in netto aumento mentre le altre rinnovabili segnano una variazione positiva abbastanza contenuta dello 0,2%.Anche a maggio la domanda di elettricità è risultata in calo rendendo ancora più necessaria una analisi delle ragioni della divergenza dagli altri indicatori energetici.

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