Enel sceglie il Green e aumenta del 30% gli investimenti in Italia

(Teleborsa) – Enel sposa Enel Green Power. I consigli di amministrazione delle due società, riuniti ieri a Londra, hanno approvato il progetto di scissione non proporzionale di EGP in favore di Enel, per effetto della quale le attività italiane rimarranno in capo a EGP, che diventerà interamente controllata da Enel e conseguentemente verrà delistata, mentre le partecipazioni estere, in capo a EGP International B.V., verranno assegnate a Enel.

Il progetto, spiegano le società in una nota congiunta, sarà sottoposto alle assemblee straordinarie di Enel e di Enel Green Power, convocate per l’11 gennaio 2016.

Gli attuali azionisti di Enel Green Power riceveranno azioni di Enel di nuova emissione, con un rapporto di cambio di n. 0,486 azioni Enel per ciascuna azione EGP portata in concambio.

Il perfezionamento della scissione, previsto entro la fine del primo trimestre, è subordinato, oltre che all’approvazione del progetto di scissione da parte delle assemblee straordinarie di Enel e EGP, alla circostanza che il valore del recesso non superi 300 milioni di euro. 

“Enel Green Power è uno dei motori dello sviluppo di Enel, motivo per cui sarà al centro del nostro modello integrato di business. La piena integrazione di EGP nel Gruppo Enel ci permetterà di accelerare sia la crescita di EGP sia quella delle altre linee di business” ha commentato Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Enel. 

Enel conferma la sua politica di dividendi, annunciata lo scorso marzo, anche nel piano 2016-2019. La cedola 2015 sarà pari a 0,16 euro per azione e pari a 0,18 euro per il 2016. Il payout ratio aumenterà di 5 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il 65% nel 2018.

Una caratteristica del piano strategico è il ribilanciamento degli investimenti destinati alla crescita, per i quali è previsto un aumento di 2,7 miliardi, fino a raggiungere 17 miliardi di euro nel periodo 2016-2019 “con uno spostamento verso un minore profilo di rischio tecnologico e geografico”. Previsto, in particolare, un aumento del 30% degli investimenti in Italia, “dove l’installazione dei contatori elettronici di seconda generazione sarà anticipata e si prevede che produca equi ritorni da attività’ regolate”.

Il Gruppo energetico prevede di realizzare un aumento cumulato dell’Ebitda di 7,2 miliardi di euro nel periodo 2015-2019 e una riduzione dei costi di 1,8 miliardi di euro. L’utile netto ordinario crescerà in media del 10% annuo con un target di 3 miliardi per il 2015, di 3,1 miliardi nel 2016 e di 3,4 miliardi nel 2017.

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