ENEA: Smart City, Efficienza Energetica ed Economia Circolare, coinvolgimento è la parola d’ordine

(Teleborsa) – Come si può trasformare una città in una smart city? Come si passa dalla teoria ai fatti? Queste le domande poste dal Presidente di ENEA, Federico Testa, agli esperti intervenuti al Workshop tecnico “Smart City, Efficienza Energetica ed Economia Circolare“: la ricerca ENEA per una città più efficiente e più sostenibile”, organizzato nell’ambito del Global Forum of Modern Direct Democracy.

Luca Masini della Duferco Energia SpA ricorda che il tema dell’efficientamento è sulla voce di tutti e che i clienti sono molto interessati. “Per questo motivo ci siamo inventati una struttura che ci sta dando buoni risultati, perché vogliamo portare efficienza energetica anche nei condomini” – ha spiegato Masini sottolineando che è fondamentale il coinvolgimento dell’amministratore e della filiera sottostante.

Per Roberto Moneta, Direttore Dipartimento Efficienza Energetica ENEA, i tempi sono maturi basti pensare che in un condominio a Roma si è arrivati a risparmiare il 60% circa dei consumi grazie all’efficientamento, un risultato più da Nord Europa che da Italia. Si è innescato un sistema potenzialmente di grande importanza grazie alle sinergie che si sono create negli ultimi anni. L’attenzione si è spostata dai singoli appartamenti che investivano nell’efficientamento, magari cambiando gli infissi, a situazioni condominiali che grazie agli incentivi arrivano fino all’80% del risparmio. Bisogna cercare di far partecipare i cittadini non solo nelle loro scelte ma anche in quelle collettive. Il cittadino però – osserva Moneta – si aspetta di toccare con mano, di passare dal teorico al pratico.

Allargando a altre tematiche, come l’economia circolare, Stefano Venier, Amministratore Delegato di HERA, ha posto l’attenzione sul coinvolgimento e protagonismo dei cittadini nelle città, ricordando che le città sono un sistema fragile: ci vive il 70% della popolazione, sul 3% del suolo, con consumi pari all’80% delle risorse ed emissioni pari all’80% dei gas serra. Ma nelle città si crea anche tanto PIL e investimenti tecnologici. Le città hanno dunque bisogno di essere ridisegnate e rilanciate, bisogna renderle più resilienti ossia in grado di sopportare l’urbanizzazione e gli eventi meteo. C’è bisogno di nuove infrastrutture per ridisegnare la città, un’infrastruttura che sia circolare, con una risorsa che può essere riutilizzata più volte prima di essere rilasciata nell’ambiente.

Sull’economia circolare è intervenuto anche, Morabito Roberto, Direttore dipartimento sostenibilità dei sistemi ENEA, specificando che il 99% delle risorse le importiamo quindi l’economia circolare deve essere più un fattore di sopravvivenza. Il nostro Paese è povero di materie prime ma le città sono miniere a cielo aperto, grazie anche ai rifiuti ma non solo. Siamo nel pieno di una transizione da un modello economico a un altro. Bisogna cambiare stile di vita e approccio culturale. Dobbiamo introdurre l’economia della condivisione, la sharing economy. Abbiamo tecnologie mature, ma abbiamo bisogno di consapevolezza e sensibilità e di partecipazione da parte dei cittadini. Tanta strada è stata fatta ma parecchia strada c’è ancora da fare, specialmente su strumenti legislativi ed economico finanziari.

Gian Piero Celata, Direttore dipartimento tecnologie energetiche ENEA, ha concordato sull’importanza del coinvolgimento del cittadino e sulla consapevolezza di tutti gli attori, sottolineando che il settore delle rinnovabili oltre a creare meno emissioni crea nuovi posti lavoro.

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