ENEA, cambiamenti climatici: Gianmaria Sannino a Teleborsa

(Teleborsa) – Oggi, giornata di contestazione mondiale per la lotta ai cambiamenti climatici (15 marzo 2019) guidata dalla 16enne attivista svedese Greta Thunberg, Teleborsa ha incontrato a Roma Gianmaria Sannino, responsabile Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell’ENEA.

Tanti buoni propositi e le emissioni non diminuiscono, anzi tendono ad aumentare, tant’è che gli Stati Uniti in questi giorni hanno annunciato un aumento degli oli combustibili per usi aeronautici e petrolchimici.

Al di là dei buoni propositi ad esempio abbiamo raggiunto, a febbraio di quest’anno, in atmosfera 414 parti per milione di anidride carbonica, che come sappiano è il gas per eccellenza climalterante. Questa quantità di Co2 in atmosfera la ritroviamo indietro nel tempo circa un milione di anni fa, quindi da questo punto di vista abbiamo raggiunto un record poco invidiabile, abbiamo ricreato una situazione che non si ripresentava sulla Terra da più di un milioni di anni. Questo ovviamente ha delle conseguenze, le conseguenze sono ormai visibili: è un riscaldamento globale del nostro pianeta che ha raggiunto 1 grado centigrado. In Europa addirittura questa temperatura ha raggiunto e superato anche 1,2 o 1,3 gradi centigradi.

I ragazzi si mobilitano, hanno le idee chiare, ma quali sono gli obiettivi da raggiungere?

Intanto bisogna ringraziare i ragazzi perché stanno facendo qualcosa che in realtà gli adulti fino adesso non hanno fatto: gli adulti non sono mai scesi in piazza a protestare per avere delle misure politiche di riduzione delle emissioni di gas serra. In realtà gli effetti del cambiamento climatico saranno sempre più evidenti con gli anni futuri. In pratica a fine secolo avremo un mondo che è, dal punto di vista climatico, profondamente diverso da quello che stiamo vivendo, che abbiamo vissuto noi e che abbiamo in questo momento quindi è anche giusto che a protestare siano quelli che poi saranno costretti a vivere in una situazione climatica profondamente differente.

Da dove cominciare nel concreto?

Per quanto riguarda le emissioni di gas climalteranti il principale indiziato è la produzione di energia, più del 46% di tutte le emissioni proviene dal modo in cui noi produciamo energia, quindi bisogna lavorare e lavorare sodo sulla promozione delle energie rinnovabili. Basti pensare che il grosso dell’energia a livello mondiale viene ancora oggi prodotta dal petrolio, il carbone, che sta scemando leggermente, ma che comunque rimane sempre la seconda fonte di produzione energia, e poi abbiamo il gas, e abbastanza distanziato da tutto ciò, abbiamo poi le energie rinnovabili, quello a cui dobbiamo tendere una sorta di ribaltone energetico. Quindi le energie rinnovabili dovranno essere la fonte principale di energia a livello mondiale. Sicuramente la scuola e la famiglia possono fare tanto e anche noi ricercatori dovremo cambiare il nostro linguaggio, cercare di essere un po più diretti, semplici nei confronti delle nuove generazioni per veicolare quelle informazioni che sono difficili da digerire e da spiegare da un punto di vista troppo tecnico.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

ENEA, cambiamenti climatici: Gianmaria Sannino a Teleborsa