ENEA a Ecomondo: da vecchi pc e cellulari “nuovi” metalli preziosi e terre rare

(Teleborsa) – Metalli preziosi e terre rare “ricavati” da vecchi computer e cellulari, bottiglie e vaschette in plastica 100% biodegradabile prodotte da scarti dell’industria casearia.

Sono solo alcune dei progetti di economia circolare presentati da ENEA a Ecomondo, la Fiera internazionale di riferimento in Europa per la sostenibilità ambientale, in programma dal 5 all’8 novembre a Rimini.

Tra i progetti spicca il processo hi-tech, brevettato da ENEA per estrarre materiali preziosi (oro, argento e platino) e materie prime strategiche da Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). In questo modo metalli e terre rare possono essere riutilizzati per produrre nuovi prodotti telefoni cellulari, cavi di fibre ottiche, celle fotovoltaiche, turbine eoliche, rivelatori all’infrarosso, leghe leggere in alluminio.

Il progetto è ambizioso e ha reso ENEA il “polo europeo per il Sud Europa” per la ricerca sulle materie prime strategiche, con l’obiettivo di far fronte a una domanda in forte crescita, a fronte di un’offerta concentrata in pochi paesi – Cina, Russia, Repubblica democratica del Congo e Brasile – e a un basso grado di sostituibilità e di riciclaggio.

Tra i progetti presentati ad Ecomondo c’è anche quello relativo alla produzione di bioplastica per il packaging alimentare. Chiamato Biocosì, il programma ha appena vinto il premio “Agrifoodmaker 2019” per l’Innovazione nel settore dell’agricoltura e dell’alimentazione, promosso tra gli altri dal Ministero delle Politiche agricole alimentari.

L’obiettivo è di arrivare a riciclare circa l’80% degli scarti della produzione di burro e formaggi, attraverso una duplice innovazione: da un lato, il recupero differenziato di tutte le componenti del siero (sieroproteine/peptidi, lattosio, sali minerari ed acqua ultrapura) e, dall’altro, la produzione di bioplastica biodegradabile e bioderivata dal lattosio stesso.

In questo modo si riduce l’impatto della plastica nell’ambiente, considerando che, secondo studi ENEA, l’83% dei rifiuti in plastica nei mari italiani è costituito da packaging, per lo più di prodotti usa e getta.

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