ENAV, oggi il gran debutto in Borsa dopo l’IPO

(Teleborsa) – Il gran giorno è arrivato anche per l’ENAV, la società controllata dallo Stato che gestisce il traffico aereo nazionale e le torri di controllo degli aeroporti italiani. Il titolo sui primi scambi balza del 9,7% a 3,62 euro, dopo aver toccato un picco di 3,654 euro.

L’IPO si è conclusa con successo, avendo sollecitato una forte richiesta, con una domanda pari a 8 volte l’offerta, soprattutto dagli investitori istituzionali stranieri, che si sono mostrati molto interessati al 46,6% del capitale collocato in Borsa dal Tesoro. Si tratta della terza privatizzazione effettuata dal governo Renzi, preceduta da Poste Italiane e Fincantieri.

Sebbene l’investimento abbia riscosso un certo interesse, il verificarsi della Brexit ha consentito al Tesoro di incassare meno del previsto: 759 milioni di euro e 833 considerando l’esercizio dell’opzione greenshoe. Un flop per lo Stato se si considera che, sulla base del prezzo di collocamento, la capitalizzazione complessiva è di 1,78 miliardi contro gli 1,8-2,2 miliardi che si preventivavano qualche mese fa, ma il Ministero ha commentato positivamente l’IPO, definendola comunque un “successo”. 

I motivi del boom dell’offerta di azioni ENAV sono molti, innanzi tutto perché la società vanta guadagni “sicuri”, dato che opera in un mercato “non concorrenziale”. L’altro grande pregio, apprezzato molto dagli investitori professionisti stranieri, è che si tratta di un titolo “sicuro”, particolarmente apprezzato in una fase di mercato così volatile. Come si suol dire in gergo è un titolo da “cassettista”. A livello internazionale, ENAV è la prima società che fa questo business a sbarcare in borsa. 

Gli investitori internazionali sono accorsi in massa – Goldman Sachs, JP Morgan, BlackRock, Macquarie, Amber Capital, Amp, Brookfield – così come gli investitori istituzionali italiani, fra i quali si contano Pioneer, Azimut , Kairos, Anima.

Ecco i numeri: L’IPO diretta per il 10% al pubblico retail e per il 90% agli istituzionali ha portato a collocare oltre 252 milioni di azioni, a fronte di una domanda di oltre 1,8 miliardi di azioni da parte di 11.696 richiedenti. Il prezzo di collocamento è stato quindi fissato a 3,3 euro.  Nell’ambito del collocamento istituzionale sono pervenute richieste per oltre 1,5 miliardi di titoli da parte di 52 investitori italiani e 226 investitori istituzionali stranieri.

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