ENAC, Palenzona: “Pronti al cambiamento in meglio. Traffico aereo crea investimenti, lavoro, turismo”

(Teleborsa) – “Quando io sento parlare di cambiamento, sono d’accordo, chi si ferma è perduto” ma “al cambiamento devi aggiungerci la parola in meglio, perché sennò mi fa paura il cambiamento”. E’ quanto affermato da Fabrizio Palenzona, Presidente di Assaeroporti, nel suo intervento alla Relazione e Bilancio sociale 2017 di ENAC.

“Il cambiamento ‘in meglio’ lo dobbiamo puntare e guardare tutti, ma per essere credibili dobbiamo avere un passato”, ha sottolineato, ripercorrendo i tempi in cui era Presidente di ADR. 

“Quando io sono stato chiamato a fare il presidente di ADR i tempi erano duri, c’erano i debiti, non c’erano le tariffe, c’era un mastino sopra di noi che erano i bondholder”, ha raccontato Palenzona, ricordando “una situazione veramente drammatica, sono state drammatiche quelle situazioni con i bagagli, l’impossibilità di fare investimenti”.

“Un incubo” lo ha definito il Presidente di Assaeroporti, spiegando che “ci si era abituati, abbarbicati dal punto pubblico, ad una legge che si chiamava Legge dei requisiti di sistema, che doveva servire a salvare l’Alitalia e, invece, era servita a ‘non’ salvare l’Alitalia, ma ad affossare il sistema dei trasporti aerei in Italia“.

Palenzona ha poi spiegato che grazie ad una direttiva europea, che è stata recepita nell’ordinamento anni dopo, è stato varato un “piccolo emendamento” che consentisse i contratti in deroga. “Questo è stato il grimaldello per far saltare il sistema, in senso buono – ha aggiunto – e guardare al futuro. 

“Guardare al futuro non era fare delle cose strane, era fare delle cose difficili, complicate, professionalmente complesse, anche perché non c’era una cultura della concessione, una cultura del pagamento di tariffe in cambio d’investimenti, era tutta da costruire, c’era in altri settori, ma non  c’era nel settore aeroportuale”, ha affermato.

“Oggi il sistema è un sistema molto vitale che accetta le sfide, che è in grado di accettare le sfide dello sviluppo”, ha sottolineato il Presidente di Assaeroporti, citando quanto anticipato dai vertici di ENAC e ribadendo che il sistema “si svilupperà ancora di più di tutte le previsioni che noi possiamo vedere a livello mondiale, che prevedono un raddoppio nei prossimi 20 anni”.

“Non so se ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando”, ha affermato ricordando che “ci sono paesi che hanno le strutture e che, guardando al futuro, fanno investimenti colossali, mentre in Italia “qualche volta il cambiamento è a ritroso  e ci troviamo a fare delle cose sbagliate e a disfare invece di costruire”.

“Sarebbe una catastrofe”, ha detto sia perché  ci sono dei contratti che vanno rispettati e poi perché bisogna imparare dall’eredità del passato. Ne è una testimonianza l’esempio di Fiumicino: “Quando nel 1965-66 è stato progettato l’attuale Fiumicino, il primo pezzo, era già previsto per il 2050 lo sviluppo a Nord, perché si prevedeva uno sviluppo del traffico aereo più rallentato di quello che poi è stato”.

“Quando si è messo in convenzione Fiumicino Nord, non lo si è fatto per fare delle cose stravaganti o che fossero fuori dal futuro, ma si è fatto sulla base di una programmazione che esisteva da cinquant’anni e che i fatti rendono ineludibile, i fatti dello sviluppo del trasporto ed i fatti di quello che avviene vicino a noi”, ha aggiunto.

“Il traffico aereo significa investimenti, significa turismo, significa business”, ha affermato il Presidente di Assaeroporti, ricordando l’ultima iniziativa di Fiumicino qualche giorno fa.

“Ogni milione di passeggeri che arriva in più porta con sé quasi cinquemila posti di lavoro aggiuntivi, più tutta una serie di effetti diretti sul turismo che sono di grande respiro, di grande importanza”, ha concluso Palenzona.

Questo “porta con sé una competitività di sistemi ben ordinati, ben collegati col mondo, che competono di più con le aree più sviluppate del mondo e, quindi, è uno dei pezzi che il Paese deve guardare per guardare il proprio futuro”

“Un sistema efficiente e globale, come ci ricordava il Presidente Riggio”
, ha concluso, affermando “noi operatori aeroportuali, con tutte le nostre difficoltà, abbiamo compreso e siamo pronti ad accettare questa sfida”.

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