Emergenza Coronavirus, Italia chiama Europa: come risponderà Bruxelles?

Lo abbiamo chiesto all'economista Carlo Cottarelli

“Come ben sapete, Coronavirus Covid-19 ha improvvisamente colpito l’Italia molto duramente nelle ultime due settimane. Il Governo e le autorità regionali hanno dato la priorità alla protezione della salute dei cittadini bloccando i cluster di infezione e mettendo in atto una serie di misure preventive che colpiscono le regioni più ampie e, per alcuni aspetti, l’intero paese”. Queste le parole del Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nella lettera indirizzata al Vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario UE all’Economia, Paolo Gentiloni.

Italia chiama Europa, ora resta da capire come risponderà Bruxelles alla richiesta di scostamento per oltre 6 miliardi di euro. Lo abbiamo chiesto all’economista Carlo Cottarelli.

Inizialmente si era parlato di 3,5 miliardi, una cifra rispetto alla quale sembrava che Bruxelles potesse dare semaforo verde. Nelle scorse ore, l’ufficialità: oltre 6 miliardi, praticamente quasi il doppio. L’UE potrebbe storcere il naso?

“Credo di no, perché sussiste oggettivamente una situazione di emergenza. La Commissione sicuramente chiederà delle spiegazioni dettagliate sulle spese elencate ma credo anche che insistendo sul fatto che questa è un’emergenza e si richiede un aumento temporaneo del deficit alla fine si potranno fornire delle spiegazioni convincenti. Le regole europee consentono flessibilità in particolare per le spese che sono direttamente collegate a un’ emergenza, in queste possono rientrare anche sussidi economici da destinare ai settori più direttamente colpiti.  Più incerto e complesso il discorso nella misura in cui le regole europee consentono un aumento del deficit per motivi di andamento ciclico dell’economia, come nel caso di una recessione. Possono esserci eccezioni nel caso di uno shock che colpisca l’intera area, l’intera Europa, nel caso di un singolo Paese che lo chiede è un po’ più complicato però alla fine, secondo me si troverà una soluzione che consentirà di non far partire una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia in questo momento”.

Ancora troppo presto per stimare l’impatto sulla nostra economia ma, secondo lei,  che cosa ci dobbiamo verosimilmente aspettare?

“C’è chi si è sbilanciato almeno per il primo trimestre di quest’anno, ci sono stime che vanno da – 0,3% a -1%  per il primo trimestre. Il – 0,3% a questo punto mi sembra superato, si va più in alto, il – 1% forse un pò alto. Per quanto riguarda il secondo trimestre, bisogna vedere appunto come si sviluppa, quale è l’evoluzione medica del Coronavirus. Però se il primo trimestre già di per sé parte cosi basso, tenendo conto di quello che è successo nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, dove eravamo già in discesa, credo che per quest’anno il segno negativo è molto probabile. Bisogna tener conto però che queste misure di supporto all’ economia avranno qualche effetto positivo e forse le stime che erano state fatte finora non tenevano conto di questo maggiore deficit. Dal punto di vista sanitario, poi, abbiamo visto che adesso la Cina sta superando e quindi anche la produzione sta riprendendo, noi partivamo però già da una crescita zero anzi negativa nell’ultimo trimestre dell’anno scorso e questo rende sicuramente le cose più complicate per noi”.

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