Emergenza caldo e clima, i numeri shock di Legambiente: “In 10 anni 24mila morti in 23 città”

A Roma dal 2000 7.700 decessi a causa di questo fenomeno. "Servono nuove politiche per l'adattamento a un clima che cambia", sottolinea l'associazione ambientalista

(Teleborsa) Un’estate che ha fatto fatica a decollare ma che in questi giorni sta vivendo i suoi picchi più roventi. E anche se sono in tanti a dire che sono già in agguato temporali e calo delle temperature pronti a rovinare la festa ai vacanzieri, l’Italia è da giorni nella morsa di un caldo torrido con tanto di bollino rosso in 18 città italiane. Più di tutto, bisogna fare i conti con il fatto che il clima sta cambiando e aumentano i pericoli per chi vive nei grandi centri urbani. Lo si nota sempre di più anche in estate, con temperature record e frequenti e prolungate ondate di calore, e a farne le spese sono come sempre i cittadini e la loro salute. Le ondate di calore possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono sotto i 25°C. Nelle aree urbane il caldo oltretutto aumenta per l’effetto di asfalto, auto e sistemi di condizionamento e può arrivare ad aumentare la temperatura anche di 4-5 gradi. Se da una parte in questi anni sono cresciuti gli impatti e i morti per il caldo, ma anche per le alluvioni e i fenomeni metereologici estremi, dall’altra parte troppo poco si sta facendo sul fronte delle politiche sull’adattamento al clima.

Lo rende noto Legambiente che torna a sottolineare come i grandi centri urbani siano l’ambito più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ed è per questo che è fondamentale portare avanti e definire politiche di adattamento al clima.

NUMERI SHOCK Tra  il 2005 e il 2016, in 23 città italiane, le ondate di calore hanno causato 23880 morti. Nella sola città di Roma dal 2000 sono circa 7700 le morti attribuibili alle ondate di calore. L’associazione ambientalista, che ha promosso un osservatorio sugli effetti dei cambiamenti climatici nelle città italiane  ha presentato questi dati a metà giugno all’interno del dossier “Le città alla sfida del clima”. 

SERVONO NUOVE POLITICHE PER L’ADATTAMENTO A UN CLIMA CHE CAMBIA“Se vogliamo ridurre i pericoli per le persone e prevenire anche le ondate di calore servono nuove politiche per le città, risorse e un coordinamento nazionale per aiutare i Sindaci di fronte a fenomeni di una portata senza precedenti. Come si sta facendo negli altri Paesi e nelle altre città europee, bisogna accelerare negli interventi che permettono di ridurre l’impatto del calore nei periodi estivi e delle alluvioni negli spazi urbani, oggi estremamente vulnerabili, e dove vive la maggioranza della popolazione. Al Governo chiediamo di approvare quanto prima il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e di mettere al centro gli interventi che riguardano le città, anche con un regolamento che finalmente fermi l’impermeabilizzazione dei suoli, che è una delle cause del calore nei periodi estivi, e che preveda interventi di recupero dell’acqua, salvaguardia degli spazi verdi, di utilizzo di alberature, acqua e pavimentazioni che riducono l’effetto del caldo nei quartieri e quindi sulle persone”. dichiara Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente.

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