Quanto è costato ad Elon Musk un tweet infelice

Ancora polemiche per un tweet incorretto di Elon Musk. La Sec punta nuovamente i riflettori sul CEO di Tesla

Elon Musk potrebbe pagare molto cara la sua rinnovata irruenza nella pubblicazione di tweet inesatti. Rischia nuove restrizioni e sanzioni milionarie.

Nuovi guai per Elon Musk, ancora una volta legati all’utilizzo che il miliardario imprenditore fa del suo profilo Twitter. La Sec, ovvero Securities and Exchange Commission, è tornata a prendere di mira l’amministratore delegato di Tesla, portando a un calo delle quote in Borsa del 5% per il gruppo. È infatti stata inviata richiesta a un giudice federale di considerare Musk colpevole di violazione degli impegni presi con la giustizia nel 2018. Lo scorso anno era stato accusato d’aver pubblicato tweet ingannevoli, indicando la possibilità di rimuovere la compagnia dalla Borsa.

Stavolta si fa invece riferimento a dei tweet inerenti errati commenti sulle previsioni di produzione per il 2019. Dato il modo in cui l’imprenditore utilizza Twitter, per scopri privati e aziendali, era stata inserita una precisa clausola sui messaggi social nell’accordo extragiudiziale siglato non molti mesi fa. Dei funzionari di Tesla avevano il compito esaminare i tweet del CEO, rispettando una procedura di pre-approvazione per qualsiasi messaggio avesse potuto influenzare l’andamento del titolo.

La richiesta al giudice indica nello specifico un tweet risalente al 19 febbraio. In questo messaggio Musk non si era limitato a festeggiare i preparativi quasi ultimati per la spedizione di nuovi veicoli in Europa. Si è spinto ben oltre, vantandosi dello stato di produzione, prevedendo mezzo milione di auto prodotte nel 2019.

Una previsione di 500mila veicoli in evidente disaccordo con quanto indicato dall’azienda il 30 gennaio, giorno in cui è stata diramata una statistica ben differente, con 400mila auto in produzione quest’anno. Un errore, pare, considerando il tentativo di correre subito ai ripari, pubblicando ancora su Twitter e spiegando come intendesse dire che il tasso annualizzato di produzione, a fine 2019, si sarebbe attestato probabilmente intorno alle 500mila vetture, con consegne nei dodici mesi ancora stimate per 400mila.

Un rapido passo indietro che non è bastato alla Sec, considerando come la pubblicazione sia avvenuta senza richiesta preventiva di approvazione. Ciò indicherebbe la volontà di non rispettare gli accordi presi, con un’errata comunicazione diffusa rapidamente a più di 24 milioni di persone. Intanto i legali sottolineano come il tweet sia stata diffuso al di fuori delle ore d’apertura della Borsa, ma la parola passerà al tribunale. La magistratura potrebbe però “semplicemente” limitare ulteriormente l’operato del magnate in merito alla gestione aziendale. Dopo il precedente scandalo, Musk aveva dovuto rinunciare alla poltrona di chairman del gruppo, pagando inoltre 20 milioni di dollari di multa, con altrettanti versati dall’azienda

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