Elezioni Usa 2020, record di “early vote”. È battaglia sugli Stati in bilico

(Teleborsa) – È record di affluenza per le elezioni americane. Nell’anno della pandemia con il voto anticipato, concluso domenica scorsa, hanno già espresso la propria preferenza oltre 97 milioni di cittadini statunitensi ovvero – secondo i dati dell’Us Election Project – circa il 70% dei 135milioni di votanti complessivi delle elezioni 2016.

Sebbene i sondaggi diano in vantaggio il candidato democratico Joe Biden (il 6,7% secondo la media di RealClearPolitic) e gli esperti sostengano che, tenendo conto della campagna portata avanti dal partito di opposizione per spingere le persone all’early vote, gran parte dei voti anticipati siano democratici, Trump sta recuperando terreno e la battaglia, ancora aperta, si gioca sugli swing State, gli Stati ancora in bilico. Tra questi, quest’anno, c’è anche il Texas, tradizionale roccaforte repubblicana dove venerdì scorso hanno già votato 9,6 milioni di americani. Numeri alti di votanti anche in altri swing states come North Carolina, Florida, Ohio e Georgia. Decisivi saranno, inoltre, i risultati di Pennsylvania, Michigan e Wisconsin.

I risultati in Italia si sapranno all’alba di domani. Dopo la chiusura dei seggi prevista a partire dall’una del mattino (orario italiano) i primi Stati a comunicare i loro voti dovrebbero essere Virginia, South Carolina, Georgia, Vermont, Indiana, West Virginia. Gli ultimi saranno invece gli Stati della West Coast: California, Oregon, Washington e Idaho alle 5, Hawaii alle 6 e Alaska alle 7.

Sul fronte economico, centrale è l’impatto l’esito delle elezioni potrà avere sulla futura politica fiscale. Una vittoria democratica, sia alla presidenza che al senato, implicherebbe modifiche sostanziali. Sotto una presidenza Biden la spesa pubblica – secondo l’analisi di Gero Jung, chief Economist di Mirabaud AM – continuerebbe ad aumentare in modo massiccio, portando più in alto la traiettoria complessiva del debito. “Per quanto riguarda invece le implicazioni sui mercati finanziari, l’impatto principale di quello che sembra essere il risultato più probabile – sostiene l’economista – si avrebbe sull‘allocazione settoriale dell’azionario Usa. Infatti, è probabile che le imprese attive nei settori delle infrastrutture e, in particolare, in quello ambientale, beneficeranno maggiormente in caso di una vittoria democratica”.

Da un punto di vista internazionale una vittoria di Biden porterebbe – si legge nello studio di Mirabaud – a una diminuzione delle tensioni commerciali con conseguenti benefici per le azioni asiatiche. Una vittoria democratica potrebbe, inoltre, secondo Jung aumentare le aspettative di inflazione nel lungo periodo, poiché la spesa pubblica accelererà. “Per questo motivo – spiega il chief Economist di Mirabaud AM – punteremmo a favorire gli inflation linked bond statunitensi e a essere più cauti sui Treasury Usa con duration lunga. Infine, per quanto riguarda il dollaro, un maggior focus sui disavanzi di bilancio e sui livelli di debito più elevati potrebbe portare a un ulteriore indebolimento del biglietto verde”.

A livello generale il timore è quello di un ritardo nei risultati ufficiali, fattore che potrebbe aumentare l’attuale clima di incertezza.

(Foto: Carlee Dittemore / Unsplash)

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