Elezioni regionali in Sardegna: alle 12 ha votato il 14,80%

(Teleborsa) – Oggi, domenica 24 Febbraio 2019 gli elettori della Sardegna sono chiamati a votare il rinnovo del presidente della Regione e del Consiglio regionale. Il Presidente uscente, Francesco Pigliaru, era stato eletto nelle precedenti elezioni del 2014 candidato dal centrosinistra.

ALLE 12 HA VOTATO POCO PIU’ DEL 14% – Arriva intanto il primo dato sull’affluenza: a mezzogiorno ha votato il 14,80% degli elettori. Secondo i dati diffusi dalla stessa Regione, hanno votato 217,685 mila elettori su 1 milione 470 mila aventi diritto. A Cagliari affluenza al 18,32%, la più bassa a Sassari di poco sopra al 7%.

Le elezioni regionali in Sardegna sono un altro importantissimo test dopo le elezioni in Abruzzo, che hanno visto trionfare su tutti la Lega Nord con la vittoria schiacciante del candidato di centrodestra Marco Marsilio. Il calendario delle elezioni prevede l’apertura delle urne alle ore 6.30 e la chiusura alle 22. Saranno forniti i dati sull’affluenza alle urne alle ore 12, 19 e 22 di domenica 24 febbraio 2019, mentre lo spoglio inizierà alle ore 7 di lunedì mattina, 25 febbraio 2019, e non potrà durare più di 12 ore.

Nelle otto circoscrizioni in cui è suddivisa la Sardegna si potrà scegliere fra 24 liste a sostegno di 7 candidati: Christian Solinas, segretario del partito delle autonomie sardo, che viene sostenuto dal centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UDC ed altri); il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, sostenuto dalle forze di centrosinistra (Partito Democratico, LeU, Popolari socialisti ed altre liste di area); Francesco Desogus, candidato dal M5S che come sempre corre sa solo; Mauro Pili per la lista autonomista Sardi Liberi; Andrea Murgia, sostenuto da vari movimenti indipendentisti; Paolo Maninchedda, candidato del Partito dei Sardi; Vindice Lecis, giornalista sostenuta dai partiti di sinistra (Sinistra Sarda-Rifondazione-Comunisti Italiani).

Tre le tematiche ci importanti della campagna elettorale: lo sviluppo economico della Sardegna, con la recente protesta dei pastori sardi in primo piano, la riorganizzazione della sanità e il delicatissimo tema della continuità territoriale.

Le precedenti elezioni regionali del 2014 avevano visto trionfare il centrosinistra con Francesco Pigliaru che prese il 42,45%, schiacciando il centrodestra che aveva candidato Ugo Cappellacci (si fermò al 39,65%). In quell’occasione non partecipò il Movimento 5 Stelle per problemi interni al movimento.

Alle politiche 2018, però, il M5S ha partecipato e trionfato con il 42,48% delle preferenze, superando il centrodestra che conquistò solo il 31,04% dei voti, mentre al centrosinistra è andato il 17,66%. Un quadro che però potrebbe essere ribaltato, considerando l’esito delle elezioni abruzzesi e gli ultimi sondaggi, che vedono la Lega in progressiva ascesa.

COME SI VOTA – Per l’elezione del Presidente sarà possibile mettere la croce sul nome del candidato Presidente, che non si estenderà automaticamente anche alle liste associate, mentre una crocetta sul nome di una delle liste sarà valido anche per il candidato presidente. Per eleggere il Consiglio occorrerà mettere una croce sul simbolo della lista e si potranno indicare sino a due preferenze purché di sesso opposto, pena la nullità della seconda preferenza. E’ consentito il voto disgiunto, indicando contemporaneamente una lista ed un candidato Presidente non collegati.
La scheda sarà unica e di colore verde, con un riquadro in cui è indicato il candidato presidente ed i simboli delle liste collegate in coalizione e accanto un altro riquadro per la scelta della lista e delle preferenze.

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