Effetto shock pandemia sul lavoro. Servono misure di sostegno mirate

(Teleborsa) – Dati allarmanti sono arrivati oggi dall’Istat, che nel rapporto di dicembre, che ha confermato una massiccia frenata degli occupati (-440 mila nel corso del 2020 e -100 mila solo a dicembre), a dispetto delle misure predisposte dal Governo per sostenere il mercato lavorativo, come la CIG Covid e il blocco dei licenziamenti. Un dato che ha preoccupato le parti sociali, che chiedono di usare il Recovery per sostenere il lavoro e la ripresa dell’economia reale.

Allarme sindacati: a rischio 1 milione di posti

Ed ora sono a rischio un milione di posti di lavoro se non dovesse essere prorogato il blocco dei licenziamenti. L’allarme arriva dal leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che sottolinea “purtroppo la situazione è drammatica: i 500mila posti di lavoro persi riguardano soprattutto i ragazzi, i contratti a tempo determinato e i precari”.

E’ d’accordo anche la Cgil: “se a primavera non verrà prorogato il blocco dei licenziamenti saremo di fronte a una vera e propria bomba sociale”. “Donne, giovani, lavoratori autonomi – afferma – hanno già pagato un prezzo altissimo, destinato a salire qualora non si mettano in campo strumenti straordinari e innovativi per governare la fase di transizione che verrà determinata dall’onda lunga della crisi”. Fra questi il contratto di solidarietà difensiva e un sistema universale di sostegno al reddito che non lasci indietro nessuno.

“Abbiamo bisogno di rilanciare l’economia del Paese, l’occasione dell’utilizzo del Recovery Plan è straordinaria. Per questo abbiamo bisogno che, in tempi brevissimi, già domani, si chiuda la partita della crisi del Governo e si inizi con forza e serietà a gestire questo processo fondamentale per il Paese”, ha affermato la leader della Cisl, Annamaria Furlan.

Confcommercio: persi metà posti lavoro creati in estate

Per Confcommercio il dato “non sorprende” e testimonia l’interruzione del processo di graduale recupero dei livelli occupazionali iniziato in estate e sottolinea che “si sono persi la metà dei posti di lavoro creati tra luglio e novembre e il valore assoluto della riduzione (101mila unità), se si prescinde da marzo e aprile 2020, è il più grave da gennaio 2013″. “Colpisce”, in particolare, “la fuga verso l’inattività” (+539mila persone tra i 15 ed i 64 anni), determinata perlopiù da persone giovani (76% da persone tra i 15 ed i 49 ann).

Confesercenti: “E’ collasso per gli indipendenti”

“I dati odierni sull’occupazione fotografano l’impatto della pandemia sul mercato del lavoro, con il collasso dei lavoratori indipendenti“, sottolinea Confesercenti, indicando anche che il calo “è concentrato sulle donne” (-99mila) e che ” il numero di indipendenti mancante è pari a circa l’80%, ovvero 79mila unità in meno”. “La crisi economica innescata dalla pandemia – aggiunge – si è abbattuta con particolare forza sulle attività di minori dimensioni e su turismo, commercio e ristorazione” e quindi “è fondamentale” che vi siano “interventi mirati” per le PMI, attivati dalle risorse del Recovery Plan per questi settori fortemente danneggiati.

Coldiretti: con Recovery un milione di posi green in agricoltura

“L’agroalimentare può offrire 1 milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni grazie al Recovery Plan” afferma Coldiretti, indicando che i dati Istat “evidenziano la sostanziale tenuta dell’agricoltura nonostante la pesante crisi provocata dalla pandemia Covid”. “Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà” sono le proposte prioritarie avanzate dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che chiede anche “una adeguata formazione e semplificazione” dei lavoratori agricoli.

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