Effetto PIL e Fed su Wall Street

Prosegue all’insegna della debolezza la seduta di Wall Street il giorno dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse al minimo storico lasciando la porta aperta a un rialzo del costo del denaro, alla prossima riunione di dicembre.

Gli investitori sono rimasti delusi dall’ultimo aggiornamento sull’economia americana che ha mostrato un atterraggio morbido nel terzo trimestre. Il PIL statunitense è cresciuto meno del previsto sulla scia del rallentamento delle economie emergenti. Buone nuove, invece, sono giunte dal mercato del lavoro, che si conferma in salute: sono tornate a salire le nuove domande di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti, anche se ad un ritmo inferiore a quanto stimato dagli analisti.

Tra gli indici statunitensi, il Dow Jones sta lasciando sul parterre lo 0,36%; sulla stessa linea, si muove al ribasso l’indice S&P-500, che perde lo 0,22%, scambiando a 2.086 punti. Leggermente negativo il Nasdaq 100 (-0,27%); sui livelli della vigilia lo S&P 100 (-0,18%). In discesa a Wall Street tutti i comparti dell’S&P 500. Nel listino, le peggiori performance sono state quelle dei settori Utilities (-1,38%), Information Technology (-0,48%) e Industriali (-0,43%).

Giornata da dimenticare per tutte le Blue Chip del Dow Jones, che mostrano una performance negativa. I più forti ribassi si sono verificati su Pfizer, che ha archiviato la seduta a -2,09%.

Si concentrano le vendite su Intel, che soffre un calo dell’1,87%.

Vendite su Microsoft, che registra un ribasso dell’1,02%.

Sottotono Cisco Systems che mostra una limatura dello 0,93%.

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