Effetto pandemia e boom del risparmio: quali scenari?

(Teleborsa) – La pandemia di Covid-19 ha cambiato profondamente le abitudini di risparmio degli italiani, che lo scorso anno hanno accumulato più del consueto sia per i timori di incertezze lavorative, sia perchè i lockdown hanno ridotto in misura consistente le occasioni di spesa. La tendenza all’accumulo del risparmio, soprattutto da parte delle famiglie con maggior reddito disponibile, dovrebbe protrarsi anche nel 2021, proprio perchè le “cicatrici” lasciate dalla pandemia in termini di timore per il futuro, frenano le intenzioni di spesa. Per invertire questo fenomeno, sono necessarie politiche che riducano il senso di insicurezza dei risparmiatori, sia sul piano sanitario sia su quello economico e lavorativo.

E’ quanto rileva uno studio pubblicato da Bankitalia, “Fears for the future: saving dynamics after the Covid-19 outbreak” , curato da Valerio Ercolani, Elisa Guglielminetti e Concetta Rondinelli che prende le mosse dai dati del sondaggio di Bankitalia sulle famiglie italiane. La maggiore incertezza lavorativa, la percezione di una crisi sanitaria prolungata e i timori relativi al rischio di una nuova pandemia hanno acuito il desiderio di risparmio prudenziale delle famiglie lo scorso anno. “Nonostante il fatto che le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia abbiano mitigato la capacità di risparmio di molte famiglie, per molte altre famiglie i motivi prudenziali hanno esercitato una pressione verso l’accumulo dei risparmi nel 2020″ si legge.

Pur a fronte del progressivo controllo della pandemia “un’attitudine maggiormente prudenziale, rafforzata dalle “cicatrici” lasciate dalla crisi, potrebbe rallentare il decumulo del risparmio, attenuando le pressioni della domanda inevasa”. Secondo il sondaggio di Bankitalia sulle famiglie il 45% pensa di risparmiare quest’anno, sei punti percentuali in più rispetto alle famiglie che hanno effettivamente accumulato risparmi lo scorso anno.

“Nel contesto attuale sarebbero particolarmente benvenute politiche volte a ridurre il rischio sanitario ed economico effettivo e percepito – concludono i ricercatori -. Rendere il sistema sanitario nazionale più resiliente alle pandemie, e più in generale rafforzarne la qualità, in Italia come in altri Paesi, non solo salverebbe vite in futuro ma potrebbe anche mitigare gli atteggiamenti precauzionali delle famiglie, favorendo la ripresa post-crisi. Inoltre, al fine di attenuare l’incertezza a partire dalle condizioni di lavoro, sarebbe opportuno rafforzare le politiche volte a prevenire discontinuità nella storia lavorativa e nel reddito, come incentivi all’assunzione per il lavoro a tempo indeterminato”.

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