Effetto dazi USA sulle Borse europee

(Teleborsa) – I dazi di Trump sono tornati a preoccupare gli investitori e le le principali borse del Vecchio Continente chiudono la seduta in forte ribasso. 

L’Euro / Dollaro USA continua gli scambi a 1,234 Euro / Dollaro USA, con un aumento dello 0,79%. Prevale la cautela sull’oro, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,41%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) perde l’1,07% e continua a trattare a 64,47 dollari per barile.

Avanza di poco lo spread, che si porta a 135 punti base, evidenziando un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,88%.

Tra i mercati del Vecchio Continente in rosso Francoforte, in calo dell’1,70%. Giù la borsa di Londra, che segna un -1,23% mentre Parigi, evidenzia un decremento dell’1,38%. Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che lascia sul terreno l’1,85%. 

A Piazza Affari risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 3,05 miliardi di euro, con un incremento di ben 804,7 milioni di euro, pari al 35,77% rispetto ai precedenti 2,25 miliardi; mentre i volumi scambiati sono passati da 1,6 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,57 miliardi di azioni.

Su 226 titoli trattati in Borsa di Milano, 180 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 34. Invariate le rimanenti 12 azioni.

In buona evidenza a Milano il comparto Alimentare, con un +0,44% sul precedente. Nel listino, i settori Materie prime (-6,10%), Tecnologico (-4,20%) e Servizi per la finanza (-2,83%) sono stati tra i più venduti.

Affondano o perdono terreno tutte le Blue Chip di Milano. Le più forti vendite si sono abbattute su Tenaris, che ha terminato le contrattazioni a -6,12%.

In apnea STMicroelectronics, che arretra del 4,79%.

Tonfo di Exor, che mostra una caduta del 4,05%. Lettera su CNH Industrial, che registra un importante calo del 4,01%.

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Fincantieri (+4,94%), Banca Popolare di Sondrio (+3,21%), Danieli (+1,79%) e FILA (+1,14%). Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Credito Valtellinese, che ha terminato le contrattazioni a -6,69%.

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