Effetto dazi su Harley Davidson: parte della produzione si sposterà in Europa

(Teleborsa) – Dopo 115 anni di attività negli Stati Uniti, Harley Davidson annuncia lo spostamento di parte della produzione in Europa. La volontà della celebre casa motociclistica, fondata a Milwaukee nel 1903, è quella di continuare ad operare nel mercato europeo a prezzi competitivi “aggirando” i dazi sull’import auto e moto voluti dal presidente USA Donald Trump.

Le ritorsioni europee alle politiche commerciali di Trump comporterebbero un aumento dei prezzi di ogni motocicletta Harley Davidson per una media di 2200 dollari. La società del Winsconsin vende nel mercato del Vecchio Continente circa 40 mila esemplari l’anno, importati non solo dagli USA ma anche da altri stabilimenti nel resto del mondo. Ora si attende il trasferimento in Europa, che dovrebbe avvenire entro i prossimi 9/18 mesi.

“Espandere la produzione all’estero non è l’opzione che preferiamo, ma è l’unica sostenibile per continuare a rendere disponibili le nostre motociclette ai clienti europei senza subire eccessivamente il peso dei dazi”, ha detto il portavoce di Harley Michael Pflughoeft.

Non si è fatta attendere la dura risposta di Trump, che tramite Twitter ha espresso tutta la sua insoddisfazione per la scelta del colosso motociclistico. “Harley Davidson deve sapere che non potranno rivendere le loro moto negli Usa senza pagare una tassa salata!”, si legge sul canale social del presidente, che ha poi rincarato la dose confermando che entro breve partiranno le tanto temute tariffe sulle auto dell’UE.

In attesa dell’apertura di Wall Street, il titolo Harley Davidson si mostra in lieve calo nel pre market dove cede lo 0,75%.

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