Effetto Cina e petrolio sulle borse di Eurolandia

(Teleborsa) – Avvio di settimana in ordine sparso e senza grandi scossoni per le principali borse europee, condizionate dalla debole lettura del settore manifatturiero cinese che ha evidenziato ancora una volte le difficoltà in cui versa l’economia di Pechino. A pesare sul corso dei listini di Eurolandia anche l’ulteriore caduta dei prezzi del petrolio.

Seduta in lieve rialzo per l’Euro / Dollaro USA, che avanza a quota 1,085. Lieve aumento per l’oro, che mostra un rialzo dello 0,41%. Prevalgono le vendite sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua la giornata a 32,98 dollari per barile, in forte calo dell’1,90%.

Avanza di poco lo spread, che si porta a 107 punti base, evidenziando un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,39%.

Tra i listini europei, poco mosso Francoforte, che mostra un +0,03%; sostanzialmente invariato Londra, che riporta un +0,16%. Resta vicino alla parità Parigi (-0,2%). Sessione debole anche per il listino milanese, che scambia con un calo dello 0,21% sul FTSE MIB. 

Tra i best performers di Milano, si distinguono Banca Mps (+2,87%) che ha visto sfumare l’ipotesi di fusione con Banco Posta. Tonico il Banco Popolare (+1,64%) con la Borsa che scommette sul risiko bancario. 

Bene inoltre Prysmian (+2,65%) che si è aggiudicata una commessa da 250 milioni nei Paesi Bassi. 

Le più forti vendite, invece, si abbattono su Luxottica, (-5,47%) dopo che ha alzato il velo sulle vendite 2015 e annunciato l’uscita del CEO, Adil Khan.

Sensibili perdite per Telecom Italia, in calo del 2,54%.

Scivola Poste Italiane, con un netto svantaggio dell’1,54% dopo aver smentito le ipotesi di fusione tra MPS e il suo ramo bancario.

Discesa modesta per Generali Assicurazioni, -0,65%, in cerca del successore di Mario Greco.

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Effetto Cina e petrolio sulle borse di Eurolandia