Effetto Brexit sui fondi immobiliari: fuga di capitali e sterlina a picco

(Teleborsa) – E fuga di capitali da Londra, dove a soffrire di più è il settore che, in questi ultimi anni, ha conosciuto l’espansione più brillante. Si tratta del settore immobiliare, che ha visto salire vorticosamente i prezzi delle case, sia per la domanda interna che per gli investimenti esteri. Tutto questo sino al voto sulla Brexit, che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’UE ed ha fatto violentemente svalutare la sterlina.

La valuta britannica continua a scivolare ed oggi si è riportata sotto gli 1,31 dollari, con scambi attorno a 1,305 USD (-1,7%), mentre rispetto all’euro, il pound scambia a 1,1724.

La caduta della sterlina è stata provocata anche dalla performance pesantemente negativa dei fondi immobiliari e delle società di costruzione quotate alla City di Londra – da Barratt Developments, a Persimmon, Berkeley Goup e Standard Life – con cali compresi fra il 5% e l’8%.

Standard Life ha annunciato che sospenderà la raccolta fondi per un fondo immobiliare del valore di 2,9 miliardi di sterline, lo tandard Life Investments UK Real Estate Fund, a causa delle molte richieste di ritiro delle adesioni. 

Fra le azioni più penalizzate oggi a Londra c’è anche Aviva investments che perde il 3%. Proprio quest’ultima stamattina ha annunciato che non rimborserà le quote, creando una sorta di “allarme rosso” dopo la decisione della rivale Standard Life.

Due decisioni che fanno temere una crisi di liquidità ed una sorta di “corsa allo sportello”, che potrebbe minare il settore dei fondi immobiliari, in un primo tempo, e la stabilità finanziaria dell’economia del Regno Unito in un secondo momento.

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