Effetto BCE sulle borse europee. Piazza Affari frena con l’energia

(Teleborsa) – Le principali borse europee chiudono la seduta in rialzo confermando l’intonazione positiva della prima parte della giornata.

L’attenzione degli investitori è stata caratterizzata dalle banche centrali: la Federal Reserve ha confermato che alzerà i tassi durante la riunione di dicembre, mentre al contrario la BCE ha lasciato intendere che adotterà nuovi stimoli per sostenere l’economia dell’Eurozona. Restando in tema di politica monetaria, la Banca popolare cinese ha deciso di tagliare alcuni tassi di riferimento per aiutare la debole economia del Dragone mentre la Bank of Japan ha mantenuto inalterata la politica di stimoli nonostante il Giappone sia tornato a far rima con recessione.

L’Euro / Dollaro USA prosegue gli scambi con guadagno frazionale dello 0,86%. L’Oro, in aumento (+1,33%), raggiunge 1.084,5 dollari l’oncia. Perde terreno il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scambia a 40,4 dollari per barile, con un calo dello 0,86%.
Lieve peggioramento dello spread, che sale a 102 punti base, con un aumento di 1 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,50%.

Tra i mercati del Vecchio Continente, ben comprata Francoforte, che segna un forte rialzo dell’1,14%; Londra avanza dello 0,81%. Resta vicino alla parità Parigi (+0,17%). Piazza Affari archivia la giornata con un guadagno frazionale sul FTSE MIB dello 0,45%. 

In Borsa di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,44 miliardi di euro, restando invariato rispetto alla seduta precedente; i contratti si sono attestati a 226.951, rispetto ai precedenti 222.622, mentre i volumi scambiati sono passati da 0,77 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 0,74 miliardi.

A fronte dei 223 titoli trattati, 79 azioni hanno chiuso in ribasso. Per contro 134 azioni hanno portato a casa un incremento. Poco mosse le altre 10 azioni del listino italiano.

Tra i best performers di Milano, si distinguono Salvatore Ferragamo (+2,95%), Campari (+2,93%), A2A (+2,42%) e Azimut (+2,06%).

I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Prysmian, che ha archiviato la seduta a -1,01%.

Dimessa Unipol, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.

Fiacca Terna, che mostra un piccolo decremento dello 0,73% dopo che l’Autorità per l’energia ha rivisto i livelli di remunerazione introducendo sistemi di remunerazione del capitale investito che potrebbero portare, a partire dal 2018, ad una discesa dei profitti delle società che operano nel comparto.

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