Effetto BCE e Fed sui cambi: l’euro si svaluta a vantaggio del dollaro

(Teleborsa) – La settimana della Fed e della BCE dovrebbe concludersi con un forte deprezzamento dell’euro a favore del dollaro, in scia alle indicazioni arrivate dalle due banche centrali, che hanno sorpreso un po’ il mercato.

Dalla Fed ci si aspettava una nuova stretta monetaria e così è stato. Ma c’è una novità: quest’anno i rialzi dei tassi non saranno più tre, ma ben quattro, considerando l’accelerazione della ripresa economica in USA.

Anche le risultanze della  BCE erano pressoché scontate (annuncio della fine del QE), ma Draghi è apparso più “colomba” del previsto e, nel confermare lo stop agli acquisti di titoli a fine 2018, ha segnalato che i tassi non aumenteranno prima di metà 2019. C’è quindi tempo per l’exit strategy vera e propria.

Se il mercato dei cambi aveva già scontato la direzionalità della politica monetaria, avvantaggiando il dollaro a scapito dell’euro, non aveva certo previsto l’intensità e le tempistiche delle decisioni. E in questo senso le riunioni hanno sorpreso. 

L’effetto “Wow” si è visto subito con l’euro che si appresta a chiudere una settimana molto negativa, scendendo fino a 1,1542 USD con un ribasso dell’1,6% rispetto a venerdì scorso. Per contro, il dollaro guadagna terreno su tutte le valute e spinge anche lo yen al ribasso a 110,5 yen.

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