Effetto Bank of Japan sui mercati europei, ma gennaio è da dimenticare

(Teleborsa) – Tutti positivi a metà seduta i principali indici europei nell’ultimo giorno di contrattazioni del peggior gennaio dal 2008.

Da inizio anno l’indice FTSE MIB ha lasciato sul parterre il 15%, il DAX ha ceduto il 10,27%, il FTSE 100 ha invece perso il 4,97%.

A dare la carica è stata la decisione della Bank of Japan di portare il tasso sui depositi in negativo per risollevare l’anemica economia del Giappone.

Gli investitori si attendono ora azioni forti anche dalla Cina. Intanto la Banca Centrale cinese sta continuando a iniettare denaro nel sistema anche in vista dei festeggiamenti del Capodanno cinese. Oggi si è tenuta un’altra asta attraverso la quale sono stati dispensati alle banche nazionali 100 miliardi di yuan (15,21 miliardi di dollari).

Anche la Banca Centrale russa, che oggi ha lasciato i tassi di interessi fermi, si è detta aperta a nuove misure a sostegno dell’economia del Paese, provata dal crollo del greggio.

Dal fronte macroeoconomico da segnalare l’accelerazione dell’inflazione in Eurozona a gennaio, anche se i prezzi si confermano molto lontani dal target della Banca Centrale Europea che, a causa delle non rosee stime in materia, potrebbe varare nuovi stimoli già in occasione del meeting di politica monetaria di marzo.

Da rilevare anche la frenata della massa monetaria e, soprattutto, dei crediti concessi alle aziende.

Grande attesa per i dati sul PIL statunitense in arrivo nel pomeriggio. Per il quarto trimestre gli analisti stimano un rallentamento al +0,9% rispetto al +2% dei tre mesi precedenti.

Stabile a 1,092 l’Euro / Dollaro USA, mentre tra le commodities l’oro scambia a 1.112,3 dollari l’oncia, il petrolio (Light Sweet Crude Oil) si porta sui livelli della vigilia a 33,21 dollari al barile.

Consolida i livelli della vigilia lo spread, attestandosi a 110  punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,43%.

Tra le principali Borse europee, Francoforte riduce i progressi ad un +0,40%, mentre Londra corre con un +1,17%. Bene Parigi che vanta un rialzo dello 0,74%.

A Milano, corre il FTSE MIB (+1,42%) dopo la pessima performance della vigilia.

A sostenere il listino milanese il rimbalzo di molte banche, anche se resta un certo scetticismo sulle misure concordate tra Governo e Commissione Europea per alleviare i crediti in sofferenza degli Istituiti tricolore.

A dare linfa sono oggi le voci sulle possibili aggregazioni tra le popolari alla luce della riforma varata a marzo.

Voci che oggi stanno sostenendo soprattutto il Banco Popolare, in bella mostra tra le blue-chip milanesi con un rialzo del 6% in scia a rumors secondo il quali sarebbe quasi certa una fusione con la BPM, che pure ha reagito bene alla notizia.

Sugli scudi Salvatore Ferragamo dopo gli incoraggianti numeri sulle vendite riportati ieri.

Tra i titoli più venduti figura invece Fiat Chrysler Automobiles protagonista di un brusco cambio di rotta. 

Giù anche STMicroelectronics e MPS. Da rilevare che la banca senese era partita in gran corsa, ma il rimbalzo dopo il sell-off della vigilia è sfumato in fretta, con il titolo che è stato anche congelato per eccesso di ribasso.

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