Edilizia, Ance: senza interventi del Governo, il 2017 segnerà decimo anno di crisi

(Teleborsa) – Dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) arrivano brutte notizie così come un outlook negativo. 

I dati della prima parte del 2016 mostrano un settore edilizio ancora in affanno lasciando presagire ancora un periodo debole guardando al futuro. Nel primo trimestre l’occupazione è calata di un ulteriore 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: complessivamente si sono persi 580 mila posti di lavoro, dall’inizio della crisi, che salgono a 800 mila considerando anche i settori collegati. 

Tra il 2008 e il 2014, il settore edilizio ha perso oltre 100 mila imprese. E peggiorano le valutazioni sulle prospettive del settore espresse dalle aziende. Ha cessato la propria attività il 26,9% delle imprese con 2-9 addetti; il 40% di quelle tra 9-49 addetti; e il 31% di quelle con oltre 50 addetti.

L’ANCE ha rivisto al ribasso la stima di crescita degli investimenti nel settore edilizio. L’aumento dell’1% pronosticato a fine 2015, pare non sia più raggiungibile ed ora l’associazione stima un timido +0,3%. Un aumento, secondo l’associazione, che non riuscirà a creare condizioni di effettiva ripresa.

Dunque, senza interventi adeguati da parte del Governo, il 2017 segnerà per il settore dell’edilizia il decimo anno di crisi.
 “Per scongiurare questi effetti – sottolinea l’ANCE – è necessario intervenire con politiche adeguate per il settore”.

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