Economia, perché se i prezzi scendono dobbiamo preoccuparci: l’avvertimento di Visco

Il governatore della Banca d'Italia mette in guardia sul calo eccessivo dell'inflazione

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lancia l’allarme sui prezzi troppo bassi. Perché sono un problema.

In una situazione di scarsa crescita economica e di debito pubblico elevato, che ha raggiunto la cifra da capogiro di 2.400 miliardi di euro, l’Italia non se la passa molto bene. Se poi i prezzi dovessero scendere troppo, il nostro Paese rischia di andare in deflazione (inflazione negativa), con effetti disastrosi sul debito. È l’avvertimento del governatore di Bankitalia.

Intervenendo alle “Giornate dell’economia Marcello De Cecco” a Lanciano, in Abruzzo, Ignazio Visco ha sottolineato che in Italia “l’economia è problematica” e che “viviamo in tempi difficili”, una situazione che potrebbe essere peggiorata dal calo eccessivo dei prezzi al consumo.

L’ultimo dato sull’inflazione, relativa al mese di settembre, infatti, segnala appena un +0,4% su base annua per il terzo mese consecutivo, confermandosi debole, come sottolineato dall’Istat. La rilevazione su base mensile, invece, è negativa, con un -0,5% dell’indice dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi.

Una situazione che rafforza le preoccupazioni di Visco, che si è rivolto alla politica con una critica, spiegando che “non può fare a meno dell’approfondimento, non si può parlare senza sapere di cosa si parla”.

Nel suo intervento il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato anche l’importanza della cultura umanistica, ricordando l’impegno del banchiere ed economista Raffaele Mattioli nella sua promozione e diffusione. Visco ha smentito categoricamente il pregiudizio che la cultura umanistica sia responsabile del ritardo dell’Italia nello sviluppo tecnologico e nella digitalizzazione del Paese.

“Magari il ritardo dell’Italia” fosse “colpa del liceo classico”, che alcuni economisti ora “vogliono abolire”, ha detto. Non dipende dal fatto che “siamo un paese di cultura umanistica”, anzi, ha aggiunto, “c’è anche poco di quella”. Pertanto è “un falso problema”. Secondo il governatore di Banktitalia, invece, “mettere assieme la cultura umanistica, la storia e le scienze” è utile, così come insegna l’esperienza del banchiere Raffaele Mattioli.

Un calo record dei prezzi al consumo si era verificato In Italia a dicembre del 2016, quando nella media di quell’anno l’inflazione aveva fatto registrare una variazione negativa di -0,1%. Dunque una vera e propria deflazione, che non si aveva in Italia dal 1959.

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