Ecomondo, Astolfi (IEG): “Italia pronta per rispettare target europei”

(Teleborsa) – La crisi da Covid e le nuove restrizioni, dovute ad una seconda ondata di pandemia, non fermano Ecomondo e Key Energy, una rivoluzione culturale che è ormai in atto da anni e che sta cambiando la percezione del nostro Paese in una direzione che favorisce la crescita sostenibile, complici anche le opportunità offerte oggi dal piano Next Generation EU.

Una versione tutta digitale della manifestazione clou dell’anno sulla Green Economy sottolinea anche un altro aspetto cruciale del cambiamento culturale, la necessità di ridurre il gap tecnologico.

Queste ed altre riflessioni sono emerse da una intervista rilasciata a Teleborsa da Alessandra Astolfi, Group Brand manager Green and Technology Division presso Italian Exhibition Group, la società che gestisce la Fiera di Rimini, dove la manifestazione ha avuto inizio il 3 novembre.

Ecomondo è l’evento di riferimento italiano ed europeo in tema di Green Economy. Un momento di riflessione ed approfondimento. Qual è stata la risposta quest’anno nella nuova versione full digital?

“L’anno era iniziato molto bene nel 2019, con una significativa risposta delle aziende ai temi che noi trattiamo da molti anni, poi dal 2020 il Covid ha silenziato le varie community, ma ha anche accelerato un processo già in atto, quello della Green Economy, che la Commissione europea con il Next Generation EU della von der Leyen ha potenziato”.

“Noi abbiamo cercato di essere resilienti, di tenere piantata una bandierina sulla Green Economy, di non arrenderci all’impossibilità di tenere delle fiere in presenza e, con una prova di grande resilienza di Italian Exhibition Group e di tutti i professionisti che lavorano per questa grande realtà, siamo riusciti a materializzare quello che è il fisico (stand, persone, relazioni, contenuti) all’interno di questa piattaforma”.

“La risposta è stata molto positiva, le aziende hanno reagito con entusiasmo, anche se con un po’ di delusione per non potersi incontrare di persona. Oggi ne abbiamo 400 che sono attive sulla piattaforma, hanno caricato i loro prodotti, le loto innovazioni, hanno creato dei veri e propri stand virtuali per interagire con i buyer. Dall’altra parte, abbiamo, favorito e mantenuto il rapporto con i nostri buyer internazionali, circa 350, per poter consentire il rapporto d’affari con i nostri clienti. Il terzo driver sono i contenuti tecnico-scientifici, le oltre 140 conferenze che si sono tenute in queste quattro giornate di manifestazione”.

Le risorse che arriveranno dal piano Next Generation EU offrono una grande opportunità per accelerare il raggiungimento degli obiettivi dell’Italia. A che punto siamo?

“E’ un’opportunità straordinaria quella che l’Europa ci offre e che il Next Generation EU mette a disposizione per l’Europa e per l’Italia, con il comune obiettivo di arrivare al 2050 ad essere carbon neutral, cioè avere un’Europa ad emissioni zero. Di questi 209 miliardi che arriveranno al nostro Paese, il 37% è destinato alle questioni climatiche e quindi alla Green economy”.

“Il nostro Paese sta reagendo nel modo corretto. La politica, che in parte rimane un po’ indietro rispetto alla velocità di alcune imprese, ha capito l’importanza di avere una cabina di regia e di dare delle priorità ai tanti progetti che naturalmente il nostro Paese ha per cogliere questa opportunità”.

“E’ emersa così l’esigenza di una regia unica, per la valutazione dei vari progetti, che negli anni possono generare posti di lavoro e possono facilmente colmare il gap per raggiungere questo obiettivo al 2030 ed al 2050”.

“Bisogna ancora lavorare sul progetto di semplificazione autorizzativa, la parte burocratica ed amministrativa, che spesso ostacola la velocità del cambiamento, e la digitalizzazione, che è lo strumento per rendere possibile il cambiamento e la transizione energetica ed ecologica del nostro Paese”.

Quali sono le istanze emerse dagli operatori della green Economy in ottica ripresa?

“Ho ascoltato in questi giorni una community molto unita all’interno dei comitati tecnico-scientifici. Sono 24 anni che lavoriamo a stretto contatto con le associazioni d’impresa, i vari stakeholder e la politica, cioè chi fa le leggi e chi le applica.

“C’è un sentimento positivo e, finalmente, dopo anni in cui non si muoveva nulla, c’è una forte accelerazione. Già dall’anno scorso abbiamo appreso che il nuovo modello si sviluppo sostenibile è possibile e che le aziende che fanno utili e sono sostenibili massimizzano il loro profitto, che non è solo economico, ma riesce a coniugare i valori economici con valori ambientali, di welfare, di attenzione ai territori, all’etica, alla reputation, quindi sono tanti i valori che ruotano attorno al fare sostenibilità”.

“Le imprese sono già pronte per essere sostenibili e l’Italia in particolare ha delle eccellenze nel campo dell’economia circolare. Gli Stati Generali della Green economy hanno confermato che il nostro Paese è un “Champion” e può fare la differenza in Europa, questo è un impegno che noi riteniamo positivo e ci sentiamo di aver contribuito a creare tutto questo”.

La Fiera di Rimini si conferma reattiva al cambiamento. Con grande prontezza ha saputo adeguarsi. Quanto è importante la tecnologia in ottica di sviluppo?

“E’ stato un esempio di resilienza, l’elemento importante per il cambiamento. Abbiamo dato l’esempio come IEG di saper cogliere questa sfida, ci siamo messi al servizio di un obiettivo più alto, che è quello di mantenere viva e accesa la fiera, attraverso uno sforzo non indifferente, sia in termini di capitali tecnologici sia in termini di capitale umano e di competenze”.

“Abbiamo quindi utilizzato il volano della tecnologia, un elemento straordinario che va coniugato con la cultura. Abbiamo sperimentato che è possibile fare sforzi importanti con l’aiuto della tecnologia, anche se non tutte le aziende sono allo stesso grado di digitalizzazione. Andrà quindi fatta sicuramente una riflessione su questo aspetto, ma si potrà utilizzare il digitale come ibridazione delle nostre fiere che svolgeremo in presenza nei nostri padiglioni”.

“Abbiamo ampi margni di miglioramento nel sistema Paese e questa è una delle sfide che ci attende nei prossimi mesi”.

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