Ecomondo, al via edizione digitale con gli Stati Generali della Green Economy 2020

(Teleborsa) – Nonostante le difficoltà, il mondo della green economy non si ferma. Al via oggi la nuova edizione di Ecomondo e Key Energy che quest’anno, a seguito dell’ultimo Dpcm si svolgerà totalmente in modalità digitale. La Double Digital Green Week si è aperta questa mattina con il saluto in videocollegamento alle 10.30 dei ministri dell’Ambiente Sergio Costa, dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, degli Esteri Luigi Di Maio e del direttore dell’ICE Roberto Luongo. Seguiranno due settimane di incontri B2B, networking e seminari, dedicate alla community della green economy. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta la piattaforma sarà, infatti, attiva fino al 15 novembre: due settimane di incontri B2B, networking e seminari, dove la community della green economy potrà stringere relazioni globali all’interno di una app virtuale.

Al centro della prima giornata l’appuntamento con gli Stati Generali della Green Economy con la presentazione della Relazione 2020 sullo stato della green economy in Italia. Il programma della giornata ha visto, inoltre, i workshop “Innovazioni tecnologiche sostenibili per il riciclo ed il recupero di materia ed energia”; “Green new deal: la strategia farm to fork, filiere agroalimentari smart a basso impatto ambientale”; e “The Bluemed Pilot Initiative healthy plastics free mediterranean sea: la strategia sviluppata dagli operatori della produzione e trasformazione della plastica del territorio”.

“Per uscire dalla crisi del Covid e per raggiungere una nuova normalità, che sia verde e duratura – ha dichiarato Costa – occorre stringere un nuovo patto e per farlo occorre riempirlo di azioni concrete e immediate che il Governo ha già assunto o sta assumendo su tutto lo spettro delle sue attività, dalla transizione energetica a modelli nuovi di mobilità, dal sostegno alle imprese verdi alla lotta al dissesto idrogeologico alla valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico, dalla riforma fiscale in chiave green fino alla decarbonizzazione dell’economia. Non c’è dubbio, perciò, che il paradigma dell’economia circolare debba essere l’architrave di questo processo. Non dobbiamo mai dimenticare che la sfida più grande, perché riguarda soprattutto le generazioni future, è quella contro i cambiamenti climatici. È a questo fine che abbiamo orientato lo spirito del Recovery Fund”. Un invito a “puntare sugli investimenti nella green economy” definiti “uno degli assi strategici su cui il Governo sta lavorando per indirizzare i finanziamenti europei previsti nell’ambito del Recovery fund, al fine di supportare la transizione tecnologica ed energetica dell’economia italiana” è arrivato anche da Patuanelli. “Abbiamo deciso di puntare con decisone – ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico – su Transizione 4.0, mettendo a disposizione 30 miliardi di euro nei prossimi anni, così da rendere strutturale il piano e accompagnare il processo d’innovazione del sistema produttivo del nostro Paese verso un modello ecosostenibile, ampliando sia la tipologia dei beni che possono essere oggetto di agevolazione, sia la platea delle imprese beneficiarie della misura”.

STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY – In occasione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 69 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, con il patrocinio del ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione europea e il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è stato presentato un pacchetto di misure innovative e di proposte programmatiche in cinque settori strategici: energia e clima, economia circolare, green city e territorio, mobilità urbana, sistema agroalimentare. L’obiettivo – si legge in una nota – è “attivare uno sviluppo durevole, una ripresa degli investimenti e dell’occupazione e dare una risposta rapida alla crisi climatica, utilizzando le risorse messe a disposizione di Next Generation EU“. Le proposte, approvate dal Consiglio Nazionale della Green Economy, hanno il duplice scopo di contribuire a tradurre le potenzialità del nuovo contesto in proposte di misure per lo sviluppo degli investimenti per la green economy da attuare nel breve termine per la ripresa dell’economia italiana; consolidare un quadro di riferimento per le riforme necessarie per un salto di qualità nello sviluppo della green economy in Italia. Nel dettaglio le proposte spaziano dalle innovazioni tecnologiche per la produzione di idrogeno verde all’adozione di criteri stringenti per indirizzare gli investimenti; dagli incentivi per tecnologie di riciclo dei rifiuti plastici e del settore edile all’aumento fino al 30% del territorio e del mare tutelato; dalla riduzione del tasso di motorizzazione privato italiano al di sotto di 500 auto per mille abitanti entro il 2030; fino all’incremento dell’agricoltura biologica al taglio dei fertilizzanti chimici e una graduale carbon tax. Energia e clima. Sul fronte di energia e clima è emersa la volontà di indirizzare i finanziamenti europei di Next Generation EU a supporto dei processi di innovazione tecnologica per la produzione di idrogeno verde, per la decarbonizzazione, per potenziare, sia con nuovi impianti sia migliorando la capacità esistente, produzione, distribuzione, stoccaggio e uso di fonti rinnovabili di energia e miglioramenti dell’efficienza energetica. Si punta inoltre a sostenere un utilizzo esteso dell’ecobonus 110%, da estendere fino al 2024, applicare criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti, a introdurre una graduale carbon tax per i settori non coperti dal meccanismo europeo dell’Ets. Economia circolare. Le proposte prevedono di aumentare i finanziamenti del Piano transizione 4.0 (prorogando per un quinquennio le misure di sostegno agli investimenti delle imprese e raddoppiando sia la misura degli incentivi sia il limite degli investimenti agevolabili) per sostenere, attraverso il credito d’imposta, investimenti destinati a misure per l’economia circolare quali, ad esempio, la progettazione di prodotti che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o sottoposti a procedimenti di riciclo; incentivare gli investimenti per lo sviluppo della bioeconomia circolare, per l’utilizzo della biomassa locale e nazionale, per migliorare gli impianti e le tecnologie, per l’utilizzo dei sottoprodotti, il riciclo dei rifiuti in plastica, del settore edile, nonché quelli organici e dei fanghi. Green city e territorio. In tale ambito è previsto un programma nazionale di rigenerazione urbana che recuperi e valorizzi aree degradate ed edifici dismessi per non consumare nuovo suolo, aumentare le infrastrutture verdi e gli spazi e adottando misure di mitigazione e di adattamento climatico. Per sostenere la ripresa in chiave green si punta inoltre ad aumentare al 30% territorio e il mare tutelati. Mobilità urbana. Sul fronte della mobilità dagli Stati Generali è emersa la necessità di aumentare gli investimenti con l’obiettivo di potenziare il trasporto pubblico, la sharing mobility, le piste ciclabili, facendo scendere al 2030 il tasso di motorizzazione privato italiano al di sotto di 500 auto per mille abitanti. Si punta, inoltre, a estendere gli incentivi all’elettrificazione e raggiungere entro il 2030 la quota del 25% dei consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. Sistema agroalimentare. Qui la proposta è di incentivare la diffusione delle produzioni agricole basate sui principi dell’agroecologia che favoriscono la limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari, l’incremento della fertilizzazione organica, la riduzione delle emissioni di gas serra, la cattura del carbonio nonché l’aumento della produzione biologica. Attivare iniziative di incentivazione fiscale per l’applicazione di modelli di business circolari nei settori della trasformazione alimentare.

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