Draghi sempre più “dovish” ma non convince sui cambi. Euro vola sopra 1,25 USD

(Teleborsa) – Mario Draghi torna a vestire i panni di una colomba e conferma una politica accomodante della BCE, anche in risposta all’eccessivo apprezzamento dell’euro. Una evoluzione ampiamente attesa dagli analisti, dopo che l’euro ha raggiunto i massimi da oltre tre anni sopra 1,24 USD, in seguito alle dichiarazioni del segretario del tesoro USA, Mnuchin.

All’odierna riunione di politica monetaria, la prima del 2018, la BCE ha confermato una politica monetaria invariata sia riguardo i tassi che gli acquisti di asset.

In conferenza stampa, il Presidente Draghi ha poi confermato che i tassi d’interesse rimarranno ai minimi per un lungo periodo e ben oltre il ritiro del quantitative easing, mentre segnala che il Piano QE resterà in piedi sino a settembre 2018 ed anche oltre se necessario. “Il consiglio è anche pronto a incrementare gli acquisti di asset se le condizioni dovessero mutare in peggioramento” ha assicurato. 

Le previsioni economiche confermano un ritmo robusto della crescita economica nell’Eurozona, ha detto Draghi, assicurando che “la crescita proseguirà sugli stessi livelli a inizio anno” e ricordando che le politiche accomodanti della BCE ed i consumi hanno facilitato il processo di ripresa, beneficiando anche della crewcita dell’occupazione e delle riforme del mercato del lavoro.

L’inflazione invece non mostra ancora segnali convincenti, ha detto il numero uno della BCE, citando il momentum ciclico e le sollecitazioni “temporanee” prodotte dai prezzi del petrolio, non supportate dalla crescita dei prezzi  sottostante.

Sulla base di queste previsioni, il Presidente ha affermato che “resta necessario ampio grado accomodamento monetario”, sotto il profilo dei tassi e del piano QE, il che non modifica nulla all’impostazione di politica monetaria assunta dall’istituto di Francoforte in questi ultimi anni.  
 
E non poteva mancare un accenno ai cambi, quanto mai doverosa, dopo la fiammata recente della valuta unica. “La volatilità recente dei tassi di cambio ha rappresentato fonte incertezza”, ha ammesso Draghi, affermando che la BCE sta attentamente monitorando le oscillazioni dei tassi di cambio. 

Dichiarazoioni che però non hanno convinto il mercato, che forse aspettava una posizione più netta, anche quando qualcuno ha fatto una domanda sulle parole di ieri di Mnuchin. La reazione nervosa dell’euro ne è una testimonianza perché la valuta europea è volata ben oltre gli 1,25 dollari con scambi attuali a 1,2522 USD (+0,95%),

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