Draghi mette sull’attenti la Germania. Merkel replica: “legittimo il dibattito sui tassi”

(Teleborsa) – Grande presa di posizione del Presidente della BCE Mario Draghi nei confronti della Germania, da sempre contraria a prolungare gli stimoli per monetari nell’Eurozona e più in generale alle politiche espansive. 

E’ forse questa la più grande novità arrivata dalla conferenza stampa di ieri, al di là delle consuete conferme sulla necessità di sostenere la crescita e l’occupazione, attraverso misure di quantitative easing, aste e manovre sui tassi, ma anche sollecitando politiche economiche pro crescita.

Replicando alle recenti critiche del Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, Draghi ha ribadito che la BCE adotta politiche “non molto diverse” da quelle delle altre banche centrali e che l’Istituto di Francoforte “obbedisce alla legge, non ai politici, perché siamo indipendenti”. 

“Abbiamo un mandato per l’Eurozona, non per la Germania”, ha precisato il Presidente dell’Eurotower, chiarendo definitivamente ruoli e funzioni e ribadendo l’assoluta indipendenza ed autonomia della BCE, nei limiti del suo mandato (stabilità dei prezzi). 

Pronta la replica della cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si è schermita, ammettendo che “la BCE è indipendente” ma affermando che “è legittimo per i tedeschi discutere del basso livello dei tassi di interesse”. Secondo la leader del governo tedesco “la politica monetaria non può risolvere tutti i problemi”.

L’affermazione della Merkel, in realtà, non esula molto da quanto affermato da Draghi, che ieri è tornato a ribadire l’importanza delle politiche dei singoli stati, finalizzate a sostenere gli investimenti, la crescita e l’occupazione, entro i vincoli degli equilibri di bilancio.

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