Draghi conferma la linea espansiva: “Pronti anche ad aumentare QE se necessario”

(Teleborsa) – La BCE non cambia passo e conferma sia l’accomodamento dei tassi di interesse che il Piano di Quantitative Easing in essere da inizio 2015 ed ampliato nella primavera dello scorso anno.

Il Board ha confermato oggi lo status quo, ma anche il suo Presidente Mario Draghi, in conferenza stampa, ha ribadito l’adeguatezza della direzione della politica monetaria di Francoforte. Esclusa dunque la possibilità di operazioni anticipate, ventilata negli ultimi giorni.

Draghi ha poi confermato che la politica di tassi ai minimi storici resterà in piedi sino a quando l’inflazione non avrà raggiunto il target del 2% ed ha sottolineato che il recente aumento dei prezzi è stato di breve durata ed ha già perso forza. Poi, il numero uno della BCE ha precisato che le attuali previsioni indicano tassi di interesse ai minimi ancora a lungo e ben oltre l’arco temporale delineato dal QE.

Non solo la BCE non farà azioni anticipate sui tassi, ma il suo presidente ha anche affermato che l’Eurotower è “pronta  ad aumentare l’entità e la durata dell’acquisto di asset se necessario”.

Riguardo l’andamento dell’economia dell’Eurozona, il primo banchiere ha confermato che la ripresa “sta diventando sempre più solida e ampiamente distribuita”, mentre “i rischi al ribasso sono calati ancora” e derivano prevalentemente da “fattori globali”.

Draghi ha poi voluto affrancarsi dalle decisioni di politica economica prese dal Presidente USA Donald Trump, affermando che “sarebbe prematuro reagire o prendere decisioni sulla base delle future politiche seguite dall’amministrazione Usa” e che, comunque, “il rischio di protezionismo commerciale potrebbe essere in qualche modo diminuito”.

No comment sulle elezioni francesi. “Non facciamo politica monetaria in base agli esiti elettorali”, ha detto il numero uno dell’Istituto di Francoforte a chi domandava se la corsa per l’Eliseo avesse in qualche modo influenzato le decisioni di politica monetaria.

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