Dopo BCE, riflettori sulla Fed: pressioni da Casa Bianca

(Teleborsa) – Dopo le mosse dellaBanca Centrale Europea che hanno infiammato i mercati – con Mario Draghi che per stimolare l’economia ha messo mano alla “cassetta degli attrezzi” riproponendo un taglio dei tassi e il piano di acquisto di titoli (QE) al ritmo di 20 miliardi al mese per un periodo indeterminato – riflettori puntati sulla “risposta” della Federal Reserve. Su tutti, uno spettatore d’eccezione, il Presidente Usa Donald Trump che come un mantra continua a ripetere che la Fed diJerome Powell non fa abbastanza.

Nella riunione del Fomc, in calendario oggi 17 e domani, mercoledì 18 settembre, potrebbe infatti arrivare un ulteriore taglio dei tassi di interesse, alla luce dei rischi di rallentamento economico, in uno scenario reso ancora più incerto dalla guerra commerciale in corso tra Usa e Cina. Il consensus di mercato scommette (con una probabilità del 95%) su una nuova sforbiciata di un quarto di punto percentuale dall’attuale 2-2,25%, dopo quella analoga dello scorso luglio. Tra gli analisti, però, c’è chi non esclude una riduzione di 50 punti base.

Altri due tagli entro gennaio? – Sembra proprio però che la Fed si prepari ad affilare le armi e che alla mossa di settembre ne seguiranno altre due. Gli esperti, infatti, prevedono un nuovo taglio nella prossima riunione di fine ottobre, e uno a inizio 2020.

(Foto: Salvatore Cavalli)

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