Dl Sostegni, pioggia di emendamenti. Verso modifiche testo solo in Senato

(Teleborsa) – Sul Dl Sostegni si va verso la predisposizione di circa 500 emendamenti “segnalati” sui 2.852 presentati oggi alla scadenza del termine nelle commissioni Finanze e Bilancio del Senato. Quelli cioè su cui i gruppi puntano e che saranno concretamente posti in votazione nelle Commissioni.

Contrariamente alle intenzioni della vigilia, il dl Sostegni va verso due sole letture e quindi il cantiere delle modifiche al testo si aprirà e chiuderà in Senato. Secondo quanto si apprende, infatti, si sarebbe preso atto che i tempi sono troppo stretti e che ci sarebbe il rischio di sovrapposizioni con il decreto imprese che l’esecutivo Draghi varerà con le risorse del nuovo scostamento che è all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di mercoledì prossimo.
E poichè Montecitorio rischierebbe così di non toccare palla, nei giorni scorsi si sono tenute riunioni tra Senatori e Deputati per concordare i temi su cui incentrare le modifiche al decreto, a cominciare dal tema dei costi fissi e quindi degli affitti che le imprese si trovano a dover pagare seppur con le saracinesche abbassate. Non è inoltre escluso, a quanto si apprende, che la dote di 550 milioni di euro prevista per le modifiche possa crescere attingendo al nuovo scostamento.

Nella conversione del dl sostegni “il Pd ritiene essenziale un primo intervento nell’azzeramento dei costi fissi per i pubblici esercizi, la ristorazione e per la filiera del turismo, azzeramento degli oneri per l’occupazione del suolo pubblico, esenzione della seconda rata dell’IMU per i settori più fragili della filiera del turismo, insieme ad un credito d’imposta per le locazioni sono le nostre priorità per evidenziare il nostro sostegno nei confronti dei settori più fragili ma così importanti per i servizi erogati e che spesso rappresentano il volto e la la luce delle nostre città”. E’ quanto ha detto il senatore Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione Bilancio a Palazzo Madama sottolinea le priorità contenute negli emendamenti DEM al Dl Sostegni.

“Il grido di dolore dei pubblici esercizi, dei ristoranti, degli operatori del turismo e delle attività più colpite dalle restrizioni va compreso e richiede risposte urgenti dal governo che come sappiamo tutti anticipa con il DEF un nuovo scostamento per affrontare con risorse aggiuntive non solo nuovi ristori ma soprattutto le misure necessarie per garantire la liquidità alle imprese per la ripartenza. Le prime misure economiche, le più importanti, la velocizzazione del piano vaccinale e la programmazione delle riaperture in sicurezza sono gli assi portanti dell’attività del Governo”, scrive Manca.

“Al fine di sostenere il settore turistico-ricettivo e termale, per l’anno 2021 non è dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU)” per gli “immobili delle imprese operanti nel settore turistico-ricettivo e termale”. Stop anche alla Tari per le aziende del settore turistico-alberghiero, chiede la Lega in due emendamenti al Dl Sostegni depositato nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.
Per il settore alberghiero e i centri commerciali la Lega chiede “agevolazioni per l’Imu” anche sugli immobili “concessi in locazione, oppure oggetto di un contratto di affitto di ramo d’azienda, mediante un credito d’imposta in misura pari all’Imu versata nel 2020 per detti immobili, a condizione che le parti pattuiscano, entro il 31 dicembre 2021, una riduzione del canone dovuto per il 2020 o il 2021 almeno pari alla predetta imposta”.

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