Dl Sostegni: alle 16 il Consiglio dei Ministri, a seguire la conferenza stampa di Draghi

(Teleborsa) – È stato convocato per le ore 16 (slittando di un’ora, in precedenza era previsto infatti per le 15) il Consiglio dei Ministri che con ogni probabilità licenzierà l’atteso decreto legge Sostegni prima di passarlo al Parlamento per le eventuali modifiche. Palazzo Chigi ha informato che al termine si terrà una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio con con il presidente del Consiglio Mario Draghi, il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, e quello del Lavoro, Andrea Orlando.

Un provvedimento da 32 miliardi in cui verranno utilizzate le risorse dello scostamento di bilancio approvato dalle Camere a gennaio. Quasi un terzo del budget (circa 11 miliardi) servirà per ristorare le imprese con un fatturato fino a 10 milioni di euro che nel 2020 hanno subito perdite superiori al 30% rispetto all’anno precedente. Sono 5 le categorie individuate per il contributo a fondo perduto del governo: sarà progressivo e arriverà fino al 60% per le aziende più piccole (con fatturati inferiori ai 100mila euro). In base alle stime, la platea dei beneficiari sarà composta da 5,5 milioni di imprese (incluse quelle nate nel 2019 e nel 2020). La soglia massima di ristoro è stata fissata a 150mila euro.

Nella misura di sostegno saranno inclusi anche 600 milioni di euro specifici per il settore “neve“, cioè quegli impianti sciistici che a causa delle misure restrittive sono stati costretti a fermare la propria attività durante il periodo invernale. Stanziato 1,5 miliardi di euro anche per esonerare dai contributi fiscali i professionisti in difficoltà a causa della pandemia. Il decreto dovrebbe contenere anche nuove misure per lo stralcio delle cartelle esattoriali.

Nel decreto troveranno spazio anche il rifinanziamento della Cassa Covid per gli ammortizzatori sociali (3,3 miliardi) e le risorse per erogare i contributi agli operatori dello spettacolo (900 milioni). Circa 5 miliardi di euro saranno destinati alla voce “Sanità” e Sicurezza” che includono i fondi destinati al rafforzamento del piano vaccinale (2,8 miliardi), i 400 milioni al Commissario per l’emergenza per organizzare la logistica e il trasporto delle dosi, i 200 milioni per finanziare l’avvio della produzione di vaccini in Italia e i 350 milioni che serviranno a remunerare le farmacie che verranno coinvolte nel programma di vaccinazione.

Infine, circa 2,5 miliardi andranno per le dotazioni finanziarie degli enti locali e saranno divisi tra Regioni, Province Autonome e Città Metropolitane e anche quei Comuni che hanno subito perdite determinate dal mancato introito delle tasse di soggiorno.

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