Dl semplificazioni, il Senato taglia 62 emendamenti

(Teleborsa) – Nella giornata che ha visto la firma da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del cosiddetto “decretone” su Reddito di Cittadinanza e Quota 100, al Senato è in corso l’esame del dl Semplificazioni.

Iniziata questa mattina e ripresa nel primo pomeriggio, la seduta dell’Assemblea del Senato è stata sospesa fino alle 18 per dare modo ai senatori di verificare gli emendamenti al dl Semplificazioni che hanno ricevuto l’ammissibilità. La comunicazione è arrivata dalla presidente del Senato, Elisabetta Casellati dopo una giornata intensa in cui il Decreto ha subìto il taglio di diversi emendamenti già approvati dalle commissioni del Senato, per ragioni di inammissibilità.

Al momento dal vaglio della presidenza del Senato al decreto Semplificazioni, escono 62 emendamenti e ne restano 23.

Vengono giudicati ammissibili al voto dell’Aula del Senato e, dunque, “salvati”: il taglio dell’Ires alle no profit (l’aliquota portata al 24% con le legge di bilancio 2019 torna al 12%); gli emendamenti che disciplinano le trivelle e la “regionalizzazione” delle concessioni idroelettriche (vi saranno diciotto mesi di tempo per realizzare il “Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee”e i canoni di concessione dei terreni vengono incrementati di 25 volte); e la norma che rimpolpa le risorse del fondo Imu-Tasi a favore del Comuni. Via libera anche alle nuove disposizioni sulle elezioni degli ordini forensi, all’obbligo di etichettatura dei prodotti alimentari made in Italy e ai fondi per le famiglie delle vittime di Rigopiano. Nonostante le accese proteste di oggi, davanti a Palazzo Madama, rimangono, inoltre, invariate le norme sugli Ncc.

Vengono, invece, escluse dal dl Semplificazioni le nuove norme sulla Rc auto (che aggiornavano le regole sugli sconti per la scatola nera); le modifiche alla web tax che permettevano di escludere anche Borsa italiana dagli effetti della nuova tassa; e i nuovi paletti fissati alle società di capitali che possiedono catene di farmacie.

Alla base dei tagli effettuati vi sono le perplessità, avanzate dal Quirinale, sulla natura “omnibus” del provvedimento e sui rischi che questo comporterebbe. Durante l’esame nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato sono stati, infatti, approvati un’ottantina di emendamenti su argomenti molto diversi fra loro con la conseguente creazione di un testo eccessivamente disomogeneo.

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