Dl Ristori, Istat: la misura interessa 390 mila imprese e 1,5 milioni di lavoratori

(Teleborsa) – Saranno 390mila le imprese interessate dal Dl Ristori, pari a 1,5 milioni di posti di lavoro. È quanto ha indicato Istat nella memoria scritta inviata al Parlamento sul provvedimento.

Settorialmente la platea dei beneficiari risulta distribuita con una netta prevalenza dei comparti di alloggio e ristorazione, attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento e infine di trasporto e magazzinaggio, si specifica nel documento.

Quanto invece al ristoro percepito, il 93% riceverà contributi a fondo perduto tra il 150% e il 200% del precedente contributo. Il settore più eterogeneo è quello dei servizi di alloggio e di ristorazione – che vede circa due terzi delle imprese potenzialmente interessata dal contributo al 150% ed il restante terzo da quello al 200% – le cui aziende saranno quelle dove l’incidenza del fatturato potenzialmente “ristorato” su quello totale di ciascun settore appare più elevata.

La memoria sottolinea come la misura riguarderà il 6,5% degli occupati italiani. Rispetto al secondo trimestre del 2019 gli occupati dei settori considerati sono diminuiti del 16% (per un totale di circa 280 mila unità), raggiungendo il 47,5% tra i lavoratori dipendenti a termine (-227 mila unità). Questi ultimi, che nel secondo trimestre del 2019 rappresentavano quasi un terzo dell’occupazione complessiva nei settori considerati (il 27,4%), ora ne costituiscono meno di un quinto (17,1%).

Sarà in ogni caso l’incertezza la protagonista dell’ultimo trimestre del 2020. I segnali di ripresa osservati nel terzo trimestre, infatti, sembrano già essere stati frenati dal riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria e dalle conseguenze delle misure restrittive per rallentare la diffusione del virus.

“Negli ultimi mesi lo scenario internazionale è stato caratterizzato da un recupero intenso e diffuso dell’attività economica, legato alla crescita dei ritmi produttivi. Il recente nuovo aumento dei contagi in quasi tutti i paesi e le conseguenti misure di contenimento potrebbero, tuttavia, incidere negativamente sulle prospettive economiche almeno nel breve termine”, si legge nella memoria.

“Le informazioni disponibili sul quarto trimestre che sarà caratterizzato dalla reintroduzione di alcune misure di fermo amministrativo dell’attività produttiva e di riduzione della mobilità a livello nazionale e internazionale – sottolinea il documento sono del tutto parziali e condizionate dalla forte incertezza che si sta diffondendo a causa del riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria”.

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