Dl Infrastrutture, da moto a mancato rinnovo patente: cosa cambia

(Teleborsa) – Dalla guida di veicoli elettrici o ibridi alle moto passando per il mancato rinnovo della patente: sono tante le novità previste in materia di patenti dal decreto legge Infrastrutture.



E’ esteso alle patenti B il criterio premiale introdotto da anni nel calcolo della capacità di carico dei veicoli pesanti secondo cui – ai fini del calcolo del peso “legale” – non si contano i chili in più necessari per rendere più ecologico un mezzo. Nel dettaglio, i “veicoli senza rimorchio adibiti al trasporto di merci”, se hanno massa autorizzata massima superiore a 3.500 kg ma non superiore a 4.250, si possono guidare con normale patente B, senza necessità del codice UE 95.

Nel caso di rinnovo di patenti scadute da più di cinque anni, il titolare dovrà superare una nuova prova pratica di guida, finalizzata ad accertare l’idoneità alla guida, senza sostenere nuovamente l’esame teorico;

Per migliorare la sicurezza stradale, favorire la mobilità sostenibile e ridurre gli oneri amministrativi a carico degli utenti, viene previsto: che le biciclette a pedalata assistita che vengono manomesse sono equiparate ai ciclomotori, con il conseguente assoggettamento agli obblighi previsti per questi ultimi (targa, assicurazione, patentino) e con la previsione di sanzioni specifiche per chi le modifica e chi le utilizza; che i velocipedi elettrici (biciclette e monopattini) sono inseriti nella classificazione dei veicoli per assicurare loro un inquadramento giuridico più chiaro.

Per prendere la patente A3 che consente di guidare le moto senza limitazioni di cilindrata o potenza, non sarà più necessario sostenere l’esame di guida (se si è già in possesso della patente A1 o A2) ma basterà un corso di 7 ore.