Dl fisco, in bozza credito d’imposta sui pagamenti elettronici

Secondo le ultime indiscrezioni, l'Esecutivo studia uno sconto fiscale del 30% sulle commissioni POS

Un credito d’imposta del 30% sulle commissioni delle transazioni POS per le piccole attività con ricavi e compensi entro i 400mila euro. È una delle novità allo studio per l’ultima bozza del decreto fiscale. Secondo i primi dettagli, il credito d’imposta partirà dalle spese sostenute dal 1 luglio 2020, cioè da quando entreranno in vigore anche le multe per chi non accetta pagamenti con carta di credito o bancomat, e potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione.

I costi, fanno sapere le fonti, sono calcolati per il primo anno in 26,95 milioni. Positivi i primi commenti, come quello di Confesercenti, che lo ha definito “un primo passo nella giusta direzione. Se l’incentivo dovesse essere confermato anche nella versione finale del Dl Fisco, sarebbe un segnale tangibile di attenzione alle imprese da parte del governo. Un segnale che attendevamo da tempo e che accogliamo quindi positivamente”, ha dichiarato la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise.

Lo sconto fiscale però non basta. “È infatti necessario ottenere una riduzione complessiva delle commissioni da parte del sistema bancario: non è una missione impossibile, visto che la riduzione sarà compensata dall’allargamento del mercato dei pagamenti elettronici. Bisogna inoltre rivedere gli oneri complessivi sui negozi derivanti dal Dl Fisco: innanzitutto rivedendo la dotazione per il credito di imposta, ora limitata a 54 milioni di euro l’anno a regime, poche decine di euro l’anno per commerciante, ma anche eliminando le sanzioni per chi non ha Pos”.

D’accordo nel commentare positivamente il provvedimento anche il Codacons. “Si tratta di un provvedimento di cui beneficeranno non solo gli esercenti, ma anche e soprattutto i consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’obbligo del Pos, infatti, che riteniamo corretto ai fini della lotta all’evasione, comporterà innegabili costi a carico di imprese e commercianti, costi che rischiano di essere traslati in tutto o in parte sui consumatori finali attraverso un incremento dei prezzi e delle tariffe”.

“Con il credito d’imposta – conclude Rienzi – gli esercenti vengono alleggeriti di un eccessivo carico e le famiglie eviteranno rincari dei listini, ma chiediamo che accanto a questa misura siano previste multe salatissime per quei commercianti che rifiuteranno di accettare i pagamenti con Pos”.

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