Dl crescita, arriva la norma “Salva Roma” e “Salva Comuni”

Dal "Salva Roma" si passa al "Salva comuni". Lega e M5S trovano accordo su una nuova norma per aiutare gli enti indebitati

(Teleborsa) – Alla fine, come era prevedibile, si è trovata una quadra. Nelle settimane precedenti le elezioni europee, la cosiddetta “Norma salva-Roma” aveva provocato non poche frizioni tra Lega e 5 Stelle.

La rimodulazione del debito (ultramiliardario) che grava sulle casse comunali della Capitale aveva esasperato gli animi tra gli alleati di Governo. Da un lato il M5S difendeva il provvedimento, mettendo in evidenza i vantaggi sia per i cittadini italiani sia per la finanza pubblica; dall’altro la Lega sottolineava la natura “particolaristica” della norma (detta “Salva-Raggi” da alcuni membri del Carroccio), con i contribuenti italiani forzati ad accollarsi il debito accumulato nel corso degli anni dalle amministrazioni romane.

La mediazione raggiunta sul Salva Roma prevede che parte del debito storico (1,4 miliardi) passerà allo Stato. Ma, contestualmente, si prevede anche l‘istituzione di un fondo per i debiti delle città metropolitane e finanziato con i risparmi generati dalla rinegoziazione dei mutui da parte dell’attuale Commissario al debito di Roma. Il fondo, in particolare, potrà essere utilizzato per il pagamento delle rate in scadenza dei mutui che le amministrazioni dei comuni capoluogo delle città metropolitane hanno contratto per spese di investimento.

Il fondo sarà finanziato con “un contributo di 20 milioni di euro per l’anno 2019 e di 35 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033“. Il fondo è annualmente ripartito con decreto della Conferenza Stato città e autonomie locali in proporzione all’entità delle rate annuali di rimborso del debito. Possono farne richiesta i comuni capoluogo delle città metropolitane che hanno deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale o il dissesto finanziario, o che hanno deliberato un piano di interventi pluriennale monitorato dalla Corte dei Conti.

Inoltre i “comuni con popolazione superiore a 60 mila abitanti” in dissesto finanziario che hanno deliberato la procedura di riequilibrio pluriennale potranno ridurre del 5 per cento “gli importi dei contratti in essere”, nonché di quelli relativi a procedure già affidate, aventi a oggetto l’acquisto o la fornitura di beni e servizi. Oltre a Roma, norme ad hoc anche per la città di Alessandria che beneficerà di un contributo in conto capitale di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Pur salutando positivamente il provvedimento la deputata di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, ha annunciato una nuova proposta di modifica volta ad a “estendere l’intervento dello Stato a tutti i Comuni in difficoltà e non sono a quelli che abbiano rimodulato i piani di rientro”.

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