Dl cantieri, Di Maio a Cantone: “Corruzione non si contrasta complicando codice appalti”

(Teleborsa) – Botta-risposta tra Luigi Di Maio e Raffaele Cantone dopo l’approvazione in Senato del dl sblocca-cantieri, passato con 142 sì, 94 no e 17 astenuti.

Il presidente dell’Autorità Anti corruzione, nella sua relazione annuale a Montecitorio (dove il decreto approderà martedì), ha infatti evidenziato come il decreto “incide sicuramente anche sui poteri dell’Anac, prevedendo il ritorno al regolamento attuativo in luogo delle linee guida dell’Autorità”.

“Non ci sentiamo di criticare questa opzione – ha aggiunto Cantone – la regolazione flessibile non è stata positivamente accolta dalle amministrazioni, abituate a regole rigide piuttosto che a criteri che richiedono l’esercizio di maggiore discrezionalità”.

Per Cantone, anche la soglia di 150mila euro per la procedura semplificata, seppur abbassata rispetto a quella iniziale di 200mila euro, “aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi“.

I dati dell’Anac dimostrano, ancora una volta, la penetrazione della malavita negli appalti: 2.573 le interdittive antimafia emesse dalle prefetture nel 2018, +56,5% rispetto al 2015. Tra il 2015 e il 2018 erano state 1.922. Per Cantone, i numeri sono “un segnale di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l’economia legale”.

A stretto giro Luigi Di Maio risponde alle critiche di Cantone. “In Italia tutti sanno che non è complicando il codice appalti che si contrasta la corruzione“, ha dichiarato il vicepremier M5S a Radio 24. “Non abbiamo eliminato le norme che prevedono i controlli sugli appalti. Abbiamo eliminato – ribadisce Di Maio – quelle interne al codice che impedivano alle imprese di partecipare agli appalti”.

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