In Italia divorzi quadruplicati, ne soffrono anche le finanze

In aumento il numero dei divorziati: a farsi "sentire" è anche l'aspetto economico

Sempre più coppie “scoppiano”, mandando in fumo il proprio matrimonio e i numeri registrati lo confermano.

E se i matrimoni diminuiscono, i divorzi di contro, aumentano. E in maniera vertiginosa. A rilevarlo sono i dati Istat, secondo i quali il numero di coloro che è convolato a nozze, è di circa 3 milioni in meno rispetto al 1991. Dall’altro canto, il numero dei divorziati – per lo più nella fascia d’età che va dai 55 a i 64 anni – ha subìto un incremento di 4 volte superiore.

Divorzi e cambi di residenza sospetti sono tra l’altro al vaglio, proprio in questo periodo, della Guardia di Finanza. Il pericolo è che i primi “furbetti” del reddito di cittadinanza si siano messi già all’opera per trovare strade alternative finalizzate all’erogazione del sussidio.

La fine di un matrimonio, magari durato diversi anni, oltre a provocare possibili squilibri dal punto di vista emotivo, può avere delle ripercussioni anche sulle stesse finanze. Anche quando gli animi sono ancora particolarmente “tribolati” è bene mantenere la calma e affrontare il divorzio nel migliore dei modi, onde evitare che decisioni finanziarie non equilibrate possano danneggiare gli ex coniugi dal punto di vista economico, o anche portare a ulteriori attriti che possono poi trasformarsi in azioni giudiziarie.

Con il divorzio, si passa da essere una famiglia con due redditi ad una monoreddito per cui è importante fare una valutazione dettagliata delle entrate e soprattutto delle spese previste (giornaliere, mensili e a lungo termine). Onde evitare spese eccessive, ma anche per darsi il tempo necessario per abituarsi alla nuova situazione, è bene dunque mantenere traccia di tutto quello che entra ed esce dal portafogli. Conti correnti comuni inoltre – magari con debiti condivisi –  possono compromettere il rating di credito e causare problemi a lungo termine. In questo caso è bene procedere con la chiusura degli stessi e rimuovere il nome del coniuge dai conti correnti in comune.

I debiti in comune vanno gestiti nel migliore dei modi evitando di accumularne altri condivisi e che possono portare ad un ulteriore dispendio delle proprie finanze. Non va dimenticato l’assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole e dei figli, ovvero un’altra spesa provocata dal divorzio. L’assegno viene stabilito sulla base del reddito complessivo familiare per evitare che gli equilibri – dal punto di vista economico – possano disfarsi con il sopraggiungere del divorzio.

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