Digitalizzazione, Colao: piena cittadinanza digitale entro il 2026

(Teleborsa) – Il ministro della Transizione digitale Vittorio Colao ha fatto il punto sugli obiettivi dell’Italia in termini di digitalizzazione che si intendono raggiungere anche grazie alle risorse del Recovery Plan, evidenziando la necessità di accelerare sulla connessione in banda ultra larga per famiglie, sanità e scuola. Nella sua relazione al Consiglio dei Ministri sul digitale Colao ha spiegato che, in coerenza con le ambizioni del Digital Compass 2030 che prevede anche il 100% dei principali servizi al cittadino in digitale, il 5G in tutte le aree popolate, tutti i servizi pubblici online, l’80% dei cittadini con identità e domicilio digitale e accesso al fascicolo sanitario, tra i punti c’è anche un Cloud sicuro e flessibile per la PA locale e centrale.

“La differenza tra un cittadino che si sente sostenuto dal suo Stato e uno trascurato è quella di sapere di poter essere riconosciuto in maniera semplice e sicura e di ottenere senza attrito ciò che gli spetta. Con la piena cittadinanza digitale, a cui ambiamo per il 2026, questo sarà possibile per tutti gli italiani e italiane”, ha detto dopo aver presentato la relazione. L’obiettivo per quella data è infatti di “consentire a chiunque lo vorrà di interagire con la pubblica amministrazione tramite un solo punto di accesso che fornisca informazioni, servizi e notifiche e permetta pagamenti e transazioni interamente digitali”

Per il ministro questo si traduce nel “garantire accesso digitale a tutta la popolazione italiana ovunque si trovi, agli studenti di tutte le scuole, a tutti gli operatori sanitari e ai pazienti sul territorio italiano”. In merito al collegamento tra i diversi sistemi, ciò “permetterà alla PA a sua volta di essere maggiormente efficiente nell’offrire i servizi e definire politiche pubbliche basate su dati aggregati tempestivamente aggiornati – ha spiegato Colao – Questo può avvenire attraverso l’adozione di infrastrutture digitali in Cloud, sicure e efficienti, flessibilmente scelte dalle PA centrali e locali secondo i diversi bisogni, che custodiranno i dati secondo principi di tutela della privacy e di riservatezza del trattamento”.

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