Digitalizzazione, boom delle imprese italiane che usano servizi in cloud: 59% nel 2020

(Teleborsa) – Nel 2020 l’82% delle imprese italiane con almeno 10 addetti non adotta più di 6 tecnologie tra le 12 considerate dall’indicatore europeo di digitalizzazione (nel Mezzogiorno 87,1%), ma al contempo nell’ultimo anno è cresciuta notevolmente la quota di imprese che forniscono sui propri siti web informazioni sui prodotti offerti (55,5% dal 33,9% nel 2019), secondo l’ultimo rapporto ISTAT su imprese e ICT.

Nel 2020, il 97,5% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza connessioni in banda larga fissa o mobile. Rimane stabile la quota di imprese che fornisce ai propri addetti dispositivi portatili (62,6%; era 62,4% nel 2019). Aumenta la percentuale di addetti che utilizzano un computer connesso a Internet per svolgere il proprio lavoro (53,2%; era 49,9% nel 2019), anche grazie alla spinta della pandemia. C’è stato un boom delle aziende che utilizzano servizi cloud (dal 23% del 2018 al 59% del 2020). L’aumento potrebbe essere spiegato sia dalla contingente necessità di utilizzare il cloud per condividere dati / software, ecc. da luoghi diversi dal lavoro durante la crisi sanitaria sia per effetto del Piano Industria 4.0.

In generale, circa l’82% delle imprese con almeno 10 addetti si colloca a un livello basso o molto basso d’adozione dell’ICT, non essendo coinvolte in più di 6 attività tra quelle considerate; il restante 18% svolge invece almeno 7 delle 12 funzioni, posizionandosi su livelli alti o molto alti di digitalizzazione. Con riferimento ai 12 indicatori, nelle varie classi di addetti il divario maggiore si registra nella presenza di specialisti in ICT tra gli addetti dell’impresa e nell’utilizzo di robotica e di servizi cloud di livello medio alto. Inoltre, si evidenziano indicatori la cui presenza diventa significativa solo per livelli più alti dell’Index (ad esempio robot e stampa 3d) mentre altri vengono utilizzati anche in corrispondenza di un numero più limitato di attività adottate (ad esempio la fatturazione elettronica).

Nel 2020, l’8,6% delle imprese con almeno 10 addetti dichiara di aver analizzato nell’anno precedente grandi quantità di informazioni (big data) ottenute da fonti di dati proprie o da altre fonti attraverso l’uso di tecniche, tecnologie o strumenti software. I big data vengono analizzati dalle imprese soprattutto internamente (7,4%) mentre il 2,8% esternalizza i servizi di analisi. I dati più analizzati internamente sono generati dai social media (46,5% delle imprese), da informazioni di geolocalizzazione derivanti da dispositivi portatili (45,3%) e da dispositivi intelligenti e sensori digitali (31,1%).

Le applicazioni digitali più evolute sono poco utilizzate tra le PMI: circa l’8% dichiara di avvalersi di almeno due dispositivi smart o sistemi interconnessi, di robotica e analisi di big data e solo il 4,5% utilizza stampanti 3d nei processi di produzione

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