Dieselgate, Volkswagen perde la causa alla Corte di giustizia UE

(Teleborsa) – La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la Volkswagen ha violato la legge installando sulle sue auto un dispositivo che ingannava i test sulle emissioni e non può sostenere che stesse semplicemente proteggendo i motori delle auto. “Un costruttore non può installare un impianto di manipolazione che migliora sistematicamente, durante le procedure di omologazione, la performance del sistema di emissioni dei veicoli al fine di ottenere la loro omologazione”, ha scritto la Corte UE nella sentenza, aggiungendo che “il fatto che contribuisca a prevenire l’invecchiamento o che si sporchi il motore non può giustificare la presenza di un tale impianto di manipolazione“.

Il caso, che riguarda il cosiddetto Dieselgate, è stato esaminato dalla Corte di giustizia dopo che il procuratore di Parigi aveva aperto un procedimento per stabilire se la Volkswagen avesse ingannato gli acquirenti delle auto dotate del dispositivo. “Per essere giustificata, la presenza di un tale dispositivo deve consentire di proteggere il motore da danni improvvisi ed eccezionali e che solo rischi immediati durante la guida sono tali da giustificarne l’uso”, si legge nella sentenza.

Lo scandalo, scoppiato nel 2015, è costato alla Volkswagen 30 miliardi di euro in multe e accordi tra le parti. La stessa casa rese noto che circa 11 milioni di veicoli diesel in tutto il mondo erano stati dotati del software incrminato. In un’altra sentenza, emenata la scorsa estate, la Corte di giustizia europea aveva affermato che i consumatori dell’Unione europea possono citare in giudizio la casa automobilistica nel Paese in cui hanno acquistato i veicoli Volkswagen dotati del dispositivo e non sono tenuti a farlo in Germania.

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