Dieselgate, FCA sospettata di aver ostacolato le indagini in Francia

(Teleborsa) – Fiat Chrysler Automobiles potrebbe aver ostacolato le indagini sul Dieselgate in Francia.

A dirlo è il quotidiano d’oltralpe Le Monde, che cita un documento di 17 pagine firmato da Fabienne Bernard, uno dei tre magistrati incaricati dalla DGCCRF (Direction Générale de la Concurrence, de la Consommation et de la Répression des Fraudes, la Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi) dell’indagine per sospetta truffa aggravata, che coinvolge anche altre case automobilistiche sulle emissioni di propulsori diesel.

Il Watchdog imputerebbe alla casa d’auto italo americana di aver “ostacolato nelle sue funzioni un agente abilitato a constatare le infrazioni al codice di consumo” a Parigi e sul territorio nazionale, tra il 26 maggio 2016 e il 17 gennaio 2017.

Secondo il quotidiano, oltre a questo reato, che comporta un’ammenda massima del 10% sui tre ultimi fatturati (10,5 miliardi di euro se si considerano gli introiti mondiali di FCA) più due anni di carcere, Il Gruppo deve anche rispondere dell’accusa di “aver ingannato gli acquirenti di veicoli di marca Fiat, Alfa Romeo, Jeep e Lancia sulle qualità sostanziali dei veicoli e sui controlli effettuati”, che comporta la medesima pena pecuniaria ma non la reclusione.

In questo momento le azioni FCA stanno cedendo a Piazza Affari poco meno di 1 punto percentuale a 14,08 euro, dopo essersi spinte fino ad un minimo intraday di 13,98 euro.

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