Diciotti, piovono le critiche su Salvini ma il ministro non fa passi indietro

(Teleborsa) – La questione migranti rimane ancora in primo piano, mentre la nave della marina militare “Diciotti”, con 177  persone a bordo, resta attraccata al porto di Catania, ma la situazione non muta. La nave “Diciotti”, a disposizione della guardia costiera della marina militare italiana, ha raggiunto il porto di Catania dopo cinque giorni di navigazione al largo delle coste di Lampedusa, ufficialmente per uno “scalo tecnico” in un “porto sicuro”, dopo esser stata protagonista di uno scontro fra Toninelli e Salvini

Il ministro Salvini non dà il permesso allo sbarco, perché lo subordina a una condivisione dell’accoglienza in sede europea. Condivisione che non sembra arrivare da parte dell’Ue. Nonostante gli sforzi sembra che finora ci sia stata una flebile disponibilità soltanto di Spagna e Francia alla collaborazione sulla redistribuzione dei migranti nei vari Paesi UE. Un braccio di ferro che ormai per Salvini intende portare avanti, nonostante le critiche e gli attacchi.

Il ministro degli Interni ha, infatti, sottolineato che dei 450 migranti sbarcato a Pozzallo lo scorso luglio, solo 47 sono andati in Francia, mentre gli altri restano ancora in Italia nonostante gli altri Stati Ue si siano detti favorevoli ad accoglierli. Un gioco di nervi quello su cui si sta svolgendo la vicenda. Salvini prima di dare l’ok allo sbarco vuole garanzie sia sui migranti di Pozzallo che quelli che potrebbero sbarcare a Catania.

Intanto piovono le critiche sul ministro leghista. Le Monde va all’attacco: “L’imbroglio non è finito per i 177 migranti del Diciotti, i cui passeggeri sono nuovamente ostaggi di un ricatto del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini”, scrive il quotidiano francese. Ma il ministro è attaccato anche in Patria. La sinistra non ci sta. Politici, magistrati, ex presidenti della Camera puntano il dito contro il leader leghista.

“Una nave della Guardia costiera italiana con a bordo anche donne e minori che non può attraccare in un porto italiano – ha scritto su Twitter, Laura Boldrini – due ministri che litigano, 177 persone tenute in ostaggio e la credibilità del nostro Paese in frantumi per un pugno di like”. Anche i magistrati democratici non ci stanno dicendo che la vicenda “suscita interrogativi inquietanti di vario tipo. A cominciare dal potere del ministro di adottare una simile decisione. Per non parlare della privazione della libertà di persone senza alcun intervento della magistratura. Si tratta di un’ulteriore violazione dei valori e delle regole della Costituzione”

 

 

 

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