Diciotti, Di Maio tuona contro l’UE: “Decisione domani o via contributi dell’Italia”

(Teleborsa) – “Se l’Unione europea si ostina con questo atteggiamento, se domani dalla riunione della Commissione europea non esce nulla e non decidono nulla sulla nave Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti, io e tutto il MoVimento 5 Stelle non siamo più disposti a dare 20 miliardi all’Unione europea”. Con queste parole lapidarie Il vicepremier Luigi di Maio liquida la vicenda della Diciotti che ha visto impegnato il collega Salvini.

Si tratta dell’ultimo atto di una vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso l’Italia, per il rischio di una crisi di governo , e l’Unione Europea, ancora una volta delegittimata dalle divisioni al suo interno. Il discorso arriva alla vigilia del vertice europeo a Bruxelles indetto d’urgenza per decidere sul destino dei migranti a bordo della nave della Marina Militare da diversi giorni, ferma nel porto di Catania da lunedì sera senza possibilità di sbarco. Solo i bambini senza accompagnamento sono stati Infatti autorizzati a lasciare l’imbarcazione. 

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) “esortano il Governo italiano a consentire ai rifugiati e migranti salvati a bordo della nave costiera italiana Diciotti a sbarcare”.

Il caso della nave Diciotti divide non solo l’Italia dove la minaccia è per una potenziale crisi di Governo, ma anche la comunità internazionale. L’Unione europea è al lavoro con i “tecnici” che tentano di trovare una soluzione a questa nuova emergenza.

Berlino fa sapere che “una decisione sull’accoglienza non è stata ancora presa. Fondamentalmente la Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza”, ha detto un portavoce del ministro dell’Interno tedesco all’ANSA, aggiungendo: “La solidarietà non può essere una strada a una corsia”.

Lo scontro si è consumato in Patria fra il Ministro dell’Interno Salvini ed il Presidente della Camera Roberto Fico, a partire dalla giornata di ieri, 22 agosto, per l’accusa di “ingerenza” sulla questione dello sbarco dei 177 migranti, in condizioni di salute pessime e da tre giorni a bordo della nave della marina militare, fatta eccezione per i 27 bambini senza accompagnamento che sono scesi dall’imbarcazione.

E sulla possibilità di un intervento “formale” del Quirinale, Salvini non arretra: “Non temo assolutamente nulla. Ho la coscienza più che a posto”. “Il mio obiettivo è il No way australiano aggiungendo che “sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali” e che “l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”.

Intanto si attendono segnali dalla Commissione europea, accusata dallo stesso Salvini di non fornire risposte adeguate alla ridistribuzione dei migranti. Da Bruxelles fanno sapere di aver convocato una riunione, venerdì 24 agosto, nella capitale belga, per trovare soluzioni condivise e a lungo termine. “Lo scopo è discutere un approccio europeo e la strada avanti sulla base dell’esperienza di cooperazione degli Stati sugli sbarchi e la condivisione della responsabilità nelle ultime due settimane”, ha chiarito un portavoce della Commissione europea

A commentare la vicenda anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, che imputa l’impasse alla mancata riforma del Parlamento Europeo a Dublino, che avrebbe costretto gli Stati al “ricollocamento immediato” dei migranti, senza possibilità di opporsi e con “sanzioni”.

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