Diciotti, Berlino non ha deciso, ma fa pressing su altri Stati membri perché “partecipino ad accoglienza”

(Teleborsa) – “Una decisione sull’accoglienza non è stata ancora presa. Fondamentalmente la Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza”. Lo ha detto un portavoce del ministro dell’Interno tedesco all’ANSA, rispondendo alla domanda se Berlino sia disposta ad accettare parte dei migranti della Diciotti. “La solidarietà non può essere una strada a una corsia”, ha aggiunto.

Il caso della nave Diciotti divide non solo l’Italia dove la minaccia è per una potenziale crisi di Governo, ma anche l’Unione europea con i “tecnici” europei al lavoro per trovare una soluzione a questa nuova emergenza.

Lo scontro si è consumato in Patria fra il ministro dell’Interno Salvini ed il Presidente della Camera Roberto Fico, a partire dalla giornata di ieri, 22 agosto, per l’accusa di”ingerenza” sulla questione dello sbarco dei 177 migranti, in condizioni di salute pessime e da tre giorni a bordo della nave della marina militare, fatta eccezione per i 27 bambini senza accompagnamento che sono scesi dall’imbarcazione.

E sulla possibilità di un intervento “formale” del Quirinale, Salvini ha risposto: “Non temo assolutamente nulla. Ho la coscienza più che a posto”. “Il mio obiettivo è il No way australiano aggiungendo che “sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali” e che “l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”.

Intanto si attendono segnali dalla Commissione europea, accusata dallo stesso Salvini di non fornire risposte adeguate alla ridistribuzione dei migranti. Da Bruxelles fanno sapere di aver convocato una riunione, venerdì 24 agosto, nella capitale belga, per trovare soluzioni condivise. Ma quasi nessuno pare abbia risposto all’appello, solo la Francia e la Spagna avrebbero dato disponibilità all’accoglienza, senza ancora formalizzarla, mente un secco no è arrivato da malta e dall’Irlanda. Il vertice europeo rischia dunque di fare un buco nell’acqua e riportare alla luce le divisioni in Europa.

Gli sherpa europei sono stati convocati per una riunione informale, per “trovare una soluzione a lungo termine” sulla questione migranti e sbarchi, che anche questa volta ha diviso l’Ue. “Lo scopo è discutere un approccio europeo e la strada avanti sulla base dell’esperienza di cooperazione degli Stati sugli sbarchi e la condivisione della responsabilità nelle ultime due settimane”, ha chiarito un portavoce della Commissione europea

A commentare la vicenda anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, che imputa l’impasse alla mancata riforma del Parlamento europeo a Dublino, che avrebbe costretto gli Stati al “ricollocamento immediato” dei migranti, senza possibilità di opporsi e con “sanzioni”.

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