Di Maio: “Unica soluzione è nazionalizzazione”della rete autostradale

(Teleborsa) – “Oggi Autostrade, con un ritardo di dieci anni, si vanta di aver dato il via libera alla pubblicazione della convenzione con ilMinistero dei Trasporti.Bella forza! Nel giro di un pochi giorni sarebbe stata comunque pubblicata da Danilo Toninelli, nonostante la diffida a farlo che era arrivata proprio da parte del gruppo controllato dai Benetton. Non so cosa abbia pubblicato Autostrade sul suo sito, so che di quelli che dicevano che il Ponte Morandi era sicuro e che non hanno adempiuto alle manutenzioni che dovevano fare non ci si può fidare. E infatti tutto il materiale sarà pubblicato in maniera ufficiale sul sito del Ministero”. E’ quanto scrive il vicepremier e Ministro Luigi Di Maio in un lungo post su Facebook.

Secondo il vicepremier pentasetellato “l’unica soluzione è la nazionalizzazione. Non possiamo infatti lasciarle ad Autostrade: non siamo affetti dalla sindrome di Stoccolma. Le altre opzioni sono due. O darle a uno degli altri due concessionari autostradali, ossia passare dalla padella alla brace. O darle agli stranieri, ma non possiamo mettere un’altra infrastruttura strategica in mani straniere, come hanno fatto in passato i partiti ad esempio per le telecomunicazioni. E’ compito dello Stato gestire queste infrastrutture e garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle attese (e delle spese). Usciremo dalla logica del profitto, faremo pagare meno i pedaggi, faremo molta più manutenzione e introdurremo innovazioni tecnologiche per migliorare la sicurezza e la mobilità. Chi blatera che nazionalizzare è antiliberale, si faccia un giro in Germania dove le autostrade sono pubbliche e gratuite per tutti, tranne che per i camion. Per inciso i soldi dei pedaggi dei mezzi pesanti saranno utilizzati dallo Stato tedesco per investire 7 miliardi di euro nelle infrastrutture stradali, non andranno certo a riempire le tasche di qualche famiglia amica di chi governa”.

Secondo il Ministro del MISE e del Lavoro: “Quella della nazionalizzazione è anche una sfida: vogliamo dimostrare che con onestà, trasparenza e competenza lo Stato può garantire ai cittadini ciò che gli spetta di diritto. La rete autostradale è stata infatti pagata dai nostri genitori e dai nostri nonni, non si capisce perché debba lucrarci una sola famiglia che fino al 2012 aveva una holding con sede in Lussemburgo per pagare meno tasse e fare lauti guadagni e che, una volta beccati, hanno risolto tutto con una mediazione amichevole con l’Agenzia delle Entrate di soli 12 milioni. Sarà un caso che poi il capo delle Agenzie delle Entrate, Befera, è stato nominato nell’organismo di vigilanza proprio della holding dei Benetton? Basta con queste magagne: del patrimonio della Rete autostradale devono goderne tutti gli italiani.

Se a questa società stiamo per togliere le concessioni, figurarsi se le faremo ricostruire il ponte (Ponte Morandia Genova crollato la vigilia di Ferragosto n.d.r.). Loro possono, anzi devono metterci i soldi. E’ il minimo che possono fare dopo quello che è successo. A rifare il ponte dovrà essere per me un’azienda di Stato. Fincantieri è un’eccellenza mondiale, possono realizzare il ponte in meno di un anno e lo faranno nel cantiere di Genova così da portare anche lavoro e lustro alla città e ai genovesi che si stanno già rimettendo in piedi ma hanno bisogno di tutto il nostro supporto. Il fatto che sia Fincantieri, con Cassa Depositi e Prestiti, a occuparsi della ricostruzione permetterà allo Stato di avere un controllo molto forte su tutto il processo. Noi vogliamo che questo lavoro sia perfetto e per essere certi che sia così ci prendiamo tutti gli oneri necessari. La responsabilità non ci spaventa, l’irresponsabilità di chi c’era prima invece sì.

Il 4 settembre in Parlamento si discuterà di tutti questi temi e auspico che i capigruppo di maggioranza presentino una risoluzione con l’obiettivo di impegnare il Governo sui punti elencati sopra. Spero che tutte le forze politiche si approccino a questa importante discussione mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini e non, come è stato in passato, quelli di lobby, famiglie e amici di partito.

Il sistema cercherà in tutti i modi di fermarci, perché li stiamo toccando sul vivo: il portafogli. Hanno già iniziato con le menzogne quotidiane sui giornali e continueranno in chissà quale maniera. Nessuno di noi indietreggerà. Insieme ai cittadini siamo imbattibili e questo Paese lo cambieremo sul serio”.

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