Di Maio, falso che l’Italia guadagna molto dalle tasse petrolifere

(Teleborsa) – Dopo il Post su Facebook in cui definiva “Lo stop alle trivelle una battaglia per la sovranità nazionale”. Luigi di Maio non si arresta nel commentare la vicenda che tiene serrati i pugni della politica italiana in questi giorni.

“Il sistema e la maggioranza dei media stanno cercando di convincere gli italiani che il petrolio estratto serve a coprire il fabbisogno del paese. E’ falso. Il petrolio estratto viene venduto per il 93% all’estero da multinazionali estere”. E’ falso anche che “le trivellazioni creano posti di lavoro”. Ed e’ falso ancora che l’Italia guadagna molto dalle tasse petrolifere. Siamo uno dei paesi che fa pagare meno tasse”. Con l’emendamento approvato ieri “intanto abbiamo alzato di 25 volte le tasse che devono pagare e poi aumenteremo ancora”. Le trivellazioni “sono un attacco agli italiani e al nostro mare” ha ribadito il vicepremier che difende ardentemente il No alle perforazioni sostenuto dal suo partito e dal Ministro Costa.

“Il 4 marzo siamo stati votati per realizzare il cambiamento e stiamo rispondendo a quella richiesta di cambiamento” ha detto ancora Di Maio. “Un passo importante per il cambiamento del modello di sviluppo è lo stop alle trivelle” che “non significa meno sviluppo ma uno sviluppo diverso che crea più occupazione”. Infine, il primo esponente pentastellato del governo sottolinea che dove ci sono le trivellazioni, “Basilicata e Sicilia non hanno portato nessuna ricchezza”. “Si investe dove si creano più posti di lavoro – aggiunge – un miliardo in fonti fossili crea 500 posti di lavoro, un miliardo in energie rinnovabili 13mila”.

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