Di Maio a caccia di raccomandati nella P.A. e in Rai

(Teleborsa) – E’ un fiume in piena Luigi Di Maio che va avanti dritto per la sua strada.

Dopo aver parlato di lavoro e pensioni, aver incontrato le aziende della gig economy e i sindacati dell’Ilva, il vicepremier pentastellato si mette a caccia di raccomandati che si annidano tra le fila della Pubblica Amministrazione ma anche nella Rai.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico svela le sue intenzioni nel salotto di Bruno Vespa durante la trasmissione
Porta a Porta. Dopo gli annunciati censimenti di Salvini sui rom, Di Maio spiega: “Ci sono altri censimenti da fare.Per esempio c’è il censimento di tutti i raccomandati che ci sono nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende di Stato. Dobbiamo cominciare a controllare, anche in Rai, e ristabilire il principio della meritocrazia.”Nessuna azione intimidatoria – fa sapere Di Maio–  ma se c’è Governo del cambiamento, bisogna cambiare il fatto che i furbi hanno superato gli altri”.

Non si sono fatte attendere le reazioni: “Schedare i dipendenti Rai? Mai si erano sentiti toni del genere, così intimidatori, anche contro i dipendenti della Pubblica Amministrazione” ha commentato il dem Michele Anzaldi.

Non poteva mancare nell’intervista a Di Maio una domanda sul caso della costruzione del nuovo stadio della Roma finito nella bufera e che ha portato a misure cautelari per nove persone, e alle dimissioni di Luca Lanzalone, ex presidente di Acea.

Il vicepremier ha provato a difendere le scelte del sindaco di Roma Virginia Raggi: “Lanzalone aveva lavorato molto bene a Livorno, la sindaca Raggi decise di individuarlo come presidente. E il valore delle azioni di Acea hanno segnato il record di valore subito dopo la sua nomina. Ci prediamo tutte le responsabilità della nomina di Lanzalone, scelto sulla base delle sue competenze, ma non ci sto alla bufera sul M5S che non ha preso una lira da nessuno”.

 
 
 
 

 

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